Si, siamo in guerra contro essere disumani che dissacrano la loro religione, nascondendosi dietro a Dio per compiere efferatezze come una squallida banda di tagliagole. Siamo in guerra contro il seme dell’odio generato dall’ingiustizia. Siamo in guerra contro chi vuole colpirci nella nostra quotidianità, al teatro, al bar, per le strade delle nostre Comunità, luoghi che non possono essere presidiati sempre dalle forze dell’ordine, dove l’attacco vigliacco può mietere vittime senza avere un contatto di fuoco che l’esercito.
Pensiamoci bene, vogliono inculcare nei nostri animi il pensiero che possono colpire dappertutto , sia luoghi religiosi, ma anche solo posti affollati e non difesi. Un modulo sanguinario e "asimmetrico" per metterci paura, per farci pensare che questi inumani, e non le chiamo bestie, per non offendere gli animali dotati di istinto, siano invincibili. Ma dove si combatta veramente la guerra nel nord dell’Iraq i peshmerga, che vuole dire guerrigliero che sfida la morte, il nome è già un programma dei soldati curdi.
Questi soldati stanno tagliando alcune linee di rifornimento del sedicente Califfato, forte dei deboli ma debole quando si scontra contro delle forze organizzate. Sono solo dei farabutti! Ma adesso che siamo in guerra, una guerra totale tra umanità e che è inumano, non dobbiamo avere paura, la paura genera odio, ma dobbiamo avere responsabilità. Dobbiamo tutti tenere i nervi saldi, pregare per chi è morto ma non cadere nel fanatismo, per evitare di generalizzare da pochi, esecrabili terroristi a un’intera popolazione, insomma di non fare tutta un erba un fascio. Non si può propagandare una risposta all’infuori delle regole e delle garanzie che con fatica abbiamo costruito in secoli di progresso civile. Tutto ciò non vuole dire arrendersi o non difendersi con l’efficacia che tutti vorremmo.
Dobbiamo unire per isolare i tagliagole, questa a mio parere è la faticosa via da intraprendere. Dobbiamo saldare le forze di chi ama e rispetta la vita e la dignità di tutti al fine di dire sonoramente che non c’è spazio per coloro che si pongono al di fuori di questa prospettiva ed essere rigorosi e tenaci nello stanare questi tagliagole che si sono infiltrati tra di noi.
Mi auguro che gli apprendisti stregoni, si quelli che hanno fatto saltare il regime dei Gheddafi in Libia, che ritrovino il controllo della situazioni, perché in Medio Oriente il risiko regionale è ancora tutto da giocare, dove le potenze hanno attualmente interessi e obiettivi diversi e inconciliabili sulla pelle delle vittime innocenti del Califfo tagliagola. Anche loro sono Parigini anche loro sono nostri connazionali perché dietro e dentro l’animo e dentro ciascuno di noi c'è l'umanità intera.
















