PONT CANAVESE - Prende avvio il progetto del Centro Famiglie in un bene confiscato alle mafie
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PONT CANAVESE - Venerdì 20 marzo alle ore 17 in via Santa Maria 35 a Pont Canavese in un appartamento confiscato alle mafie prende avvio il progetto «PONTi familiari» che consentirà di avviare un percorso di riutilizzo sociale di un bene perchè possa diventare un Centro per le famiglie, uno spazio di ascolto, sostegno e promozione del benessere delle famiglie.

L’avvio di questo percorso è possibile grazie al finanziamento della proposta progettuale denominata “PONTi familiari”, presentata dal Comune di Pont insieme al Ciss 38 sul bando della Regione Piemonte dedicato al finanziamento di progetti per il recupero e la fruizione sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il progetto è finalizzato a co-progettare insieme agli Enti di Terzo Settore, Comuni, scuole e alla cittadinanza, un Centro per le famiglie per i Comuni montani del territorio, offrendo gratuitamente spazi di informazione e orientamento per famiglie, consulenza e mediazione familiare, sostegno psico-pedagogico alla genitorialità, spazi di ascolto educativo e psicologico per adolescenti e giovani, luoghi protetti di relazione, incontri di gruppo per i nonni, attività laboratoriali per genitori e figli.

L’iniziativa si pone in stretta sinergia e continuità con gli eventi territoriali di contrasto alla criminalità organizzata in un passaggio di testimone che va dagli serata “La nostra Terra” al cinema di Valperga di giovedi 19 sera, alla camminata per la legalità di Cuorgnè nel venerdi mattina e che passando dalla presentazione di Ponti familiari ci accompagnerà alla manifestazione nazionale del 21 marzo a Torino per la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

A sottolineare l'importanza dell'operazione per il territorio, l'assessore alle politiche sociali di Pont Canavese, Enrica Valle: «La nascita di questo centro rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra amministrazione e per tutta la comunità montana. Grazie alle risorse regionali, trasformiamo un simbolo di illegalità in una risorsa concreta. Restituire questo bene alla fruizione pubblica significa costruire ponti solidi tra istituzioni e cittadini, garantendo servizi di prossimità essenziali per il nostro territorio». La presidente del Ciss 38 Carla Boggio sottolinea il valore civile dell'operazione: «Restituiamo ai cittadini non solo uno spazio fisico, ma un pezzo di democrazia. Trasformare un bene confiscato in un Centro Famiglie significa rispondere alla criminalità con la cura, la presenza e la promozione del benessere delle nostre comunità».

Programma dell'evento – Venerdi 20 marzo - dalle 15 i locali sono aperti per accogliere la cittadinanza, visitare gli spazi, presentare proposte e idee, approfondire attività e futuri servizi in partenza. Ore 17 presentazione di Ponti familiari con amministrazione, Ciss 38, Libera e Enti di Terzo Settore coinvolti nel progetto (Andirivieni scs, Fondazione Comunità del Canavese, Teatro Popolare Europeo, Ass, Mastropietro).