
BORGOFRANCO D'IVREA - Come successo ad inizio marzo a Romano Canavese, anche a Borgofranco d'Ivrea le dimissioni a raffica dei consiglieri comunali fanno cadere il parlamentino locale. I cittadini dovranno quindi tornare alle urne per scegliere il loro nuovo sindaco. Oggi, lunedì 16 marzo 2026 i consiglieri di minoranza Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta ed Elisa Negri hanno ufficializzato il loro passo indietro. Oltre a tutta l'opposizione si sono dimessi anche tre esponenti della maggioranza: Paolo Ganio, Simona Frate e l'assessora Katia Marafioti. Decisioni che hanno determinato, ex lege, lo scioglimento del consiglio comunale.
Con un lungo comunicato stampa, poi, i consiglieri Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta, Elisa Negri hanno motivato le ragioni alla base delle loro dimissioni, tra le quali il rifiuto di qualsiasi dialogo con la minoranza: «Fin da subito sono emerse divergenze insanabili con il sindaco Fausto Francisca che ha sempre rifiutato qualsiasi forma di dialogo con la minoranza, che esercitava correttamente la sua funzione di controllo e proposta. La disponibilità a dialogare con la minoranza è riassunta in una frase del sindaco Fausto Francisca pronunciata in un Consiglio comunale: “Voi non contate niente!”. La politica di Fausto Francisca può essere riassunta con questa frase: “O la pensi come me, o sei contro di me!”. Il sindaco detta la linea, o ti adegui e segui pedissequamente cosa dice e voti a favore in Consiglio a tutto quello che viene proposto, o sei un suo nemico. Questa cosa è emersa anche nei suoi mandati precedenti».
Gli ex consiglieri comunali di minoranza puntano, inoltre, il dito contro «la gestione della Commissione Bilancio», la «mancata iscrizione all’ordine del giorno dei Consigli Comunale di alcune interrogazioni» e il mancato svolgimento del Consiglio Comunale da remoto. Inoltre, c'è quella che viene definita dai dimissionari esponenti dell'opposizione «La farsa del presidente del Consiglio comunale»: «Doveva essere la novità di questa amministrazione, si è rivelata fin da subito una farsa. Il presidente non ha mai deciso nulla, si è adeguato alla linea del sindaco, non ha mai avuto voce in capitolo nella redazione dell’ordine del giorno dei Consiglio, non ha mai tutelato i diritti dei consiglieri né fatto nulla affinché si modificasse il regolamento del Consiglio comunale. Alla fine si è dimesso». Tra le altre segnalazioni ci sono il «caso di Palazzo Marini», la situazione delle scuole e: «l’acquisto di un immobile in via Roma 31 con un costo di 64.860 euro senza alcun progetto di destinazione d’uso. Analoga situazione per un finanziamento di 50.000 euro utilizzato per la realizzazione di Balmetti Art, un’opera inutile come dimostra il mancato utilizzo a tre anni dalla realizzazione».
«Sono state rassegnate le dimissioni dei 4 consiglieri comunali di opposizione. Fin qui niente da eccepire; ognuno fa l’opposizione come meglio ritiene seguendo logiche dovute a scelte politiche avverse all’amministrazione - replica l'ex sindaco, Fausto Francisca - Ma come un fulmine a ciel sereno si sono aggiunte le dimissioni di 3 componenti di maggioranza (Katia Marafioti Assessore, Simona Frate e Paolo Ganio Consiglieri) che si prenderanno la responsabilità di aver portato un Comune al Commissariamento con la conseguenza di perdita
di risorse e totale immobilismo amministrativo. Ovvio che ci sia stato “un’accordo con l’opposizione”, incomprensibile il ripudio delle scelte, che peraltro erano state condivise, sugli impegni che, sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza, hanno assunto con la popolazione di Borgofranco. Francisca pubblica un lungo elenco di opere e interventi che subiranno blocchi o ritardi: «Sono opere per un valore superiore ad euro 14 milioni. Di certo ci sarà un consistente arresto alla partecipazione bandi con la conseguente perdita di finanziamenti Europei e Regionali per il territorio comunale. Si apre quindi una crisi che sarà gestita per oltre un anno da un Commissario di Governo, funzionario prefettizio che, le numerose esperienze dimostrano, si occuperà quasi esclusivamente di ordinaria amministrazione. Personalmente non posso nascondere l’amarezza per questi complottisti che hanno tramato con l’opposizione per puro risentimento personale o peggio per ambizioni personali frustrate. Non nego la mia responsabilità per avere assegnato un posto nella mia lista a soggetti inaffidabili. Il tempo sarà un giudice inappellabile. “Ci rivedremo a Filippi” di questo possono stare certi; e questa volta non è il presagio del fantasma di Cesare bensì la mia personale garanzia».








