Uomini e lupi

Dopo una lunga stagione nella quale sembravano condannati all’estinzione, i lupi finalmente tutelati dalla legge stanno tornando a diffondersi sulle montagne italiane. Secondo le stima pare che siano duemila capi, numero trascurabile nel complesso ecosistema della penisola italiana. Insomma, nel mondo reale, trovare un lupo è molto improbabile. Ma i lupi, popolano il nostro immaginario, partendo dalle fiabe dell’infanzia, per diffondersi dopo nei cartoni animati, nei fumetti.

Nei film e nei romanzi fantasy. I lupi, più o meno simpatici, più o meno umanizzati, sono descritti con alcuni caratteri costanti ossia aggressivi, affamati e sempre intendi ad insidiare la preda. Dei lupi abbiamo questo stereotipo, e nei secoli verso i lupi abbiamo attuato delle vere campagne di sterminio. Fino al Medioevo la presenza di grandi boschi incolti permetteva a noi ed ai lupi di convivere con sporadice campagne di sterminio da parte umana. Ma poi a partire dal XII, venne meno ai lupi la ricca cacciagione di cinghiali e caprioli  con il conseguente diusboscamento  dei boschi da parte dehli umani in cerca di nuoivi terreni coltivabili.

La campagna di odio venne innescata con i lupi ritratti come avidi ed ingordi, descritti come servi del demonio, complici delle saghe nordiche e la potenza di alcune metafore bibliche. Il nome dei lupi fu usati oer marchiare gli eretici, i ribelli ed i nobili prepotenti. Nel tuchinaggio l’emblema dei ribile  erano dei lupi,  la figura dei lupi come belve feroci e spietate ha superato la realtà, e la diffidenza degli esseri umani verso i lupi è percepita come una diretta rivale per il controllo del territorio.

Le leggende metropolitani sui lupi  sono sempre esistite e se una volta si narrava di lupi magici, che cambiavano la pelle come un gilet se feriti, che parlavano ed altro oggi si arricchiscono come  quella che natta che i lupi vengono paracadutati nottetempo dai forestali per ripopolare il territorio. (blog di Giorgio Cortese)