Sciacallo? No mascalzone!

La notevole diffusione dello sciacallo, unita alla sua abitudine di cibarsi di animali morti, ha fatto di questo animale una presenza importante nella cultura popolare. Gli Egizi identificavano con uno sciacallo il dio Anubi signore della morte e dell’oltretomba. Oggi nel linguaggio comune, il termine "sciacallo" viene spesso usato in senso denigratorio per riferirsi a persone, soprattutto per indicare chi trae in qualche modo giovamento dalle difficoltà altrui.

Deriva da quest'uso anche la parola sciacallaggio che si riferisce a chi depreda la proprietà altrui in occasione di catastrofi o altri eventi eccezionali. Ma, forse, per l’atteggiamento di chi ad una donna in coma taglia il dito per asportare l’anello si potrebbe parlare di mascalzone, che deriva dall’alterazione di maniscalco (garzone di stalla) e la parola scalzo, ovvero persona  priva di scrupoli e di scarso senso morale. Uno che compie azioni disoneste.

Senza offendere lo sciacallo, quindi, che almeno una sua dignità come animale ce l'ha, al contrario di certi simili che l’hanno smarrita con la morale: perché se la  fame viene e passa, la dignità una volta persa non torna più... (blog di Giorgio Cortese)