
Non sempre servono tecnologie sofisticate o dispositivi d’avanguardia per costruire percorsi efficaci nell’autismo. A volte basta ripensare un oggetto semplice per aprire nuove possibilità di relazione e apprendimento.
È da questa convinzione, maturata in anni di lavoro sul campo, che nasce a Torino un nuovo appuntamento formativo destinato a chi si occupa quotidianamente di educazione, riabilitazione e sostegno alle persone nello spettro autistico.
Il Presidio Sanitario San Camillo, realtà consolidata nella riabilitazione e nella formazione sanitaria, promuove il 17 e 18 aprile un corso-laboratorio che mette al centro il valore del gioco come strumento abilitativo. Un percorso pensato per sperimentare direttamente metodologie e materiali, con l’obiettivo di rendere concrete le conoscenze.
L’iniziativa nasce dall’esperienza sviluppata all’interno del servizio VEGA, il day hospital dedicato ai disturbi dello spettro autistico attivo presso il San Camillo. Un modello di intervento che negli anni ha saputo integrare dimensione clinica, educativa e familiare, diventando un punto di riferimento per professionisti e istituzioni. Il percorso è stato al centro di un recente confronto a livello nazionale, quando un rappresentante del servizio è stato invitato in Senato per raccontarne la genesi e gli sviluppi, portando l’attenzione sul ruolo delle attività abilitative progettate con risorse semplici e accessibili.
Alla base del corso c’è l’idea che il gioco non sia un’attività accessoria, ma un dispositivo educativo: le attività proposte mirano a sostenere lo sviluppo delle competenze motorie, cognitive e sociali in persone di tutte le età nello spettro autistico.
Un percorso che si nutre di ricerca, ma soprattutto di pratica quotidiana, e trova la sua forza nella possibilità di adattarsi ai diversi contesti: dalla scuola al setting terapeutico, fino alla vita familiare.
Il percorso formativo sarà guidato da un’équipe multidisciplinare con una lunga esperienza nel settore, chiamata a condividere strumenti operativi e a coinvolgere i partecipanti in un lavoro progettuale concreto.
Il programma si articolerà in due giornate, la prima dedicata alla strutturazione degli interventi e alla gestione dei comportamenti complessi, mentre la seconda alternerà momenti teorici a laboratori di progettazione e sperimentazione. La restituzione finale dei lavori rappresenterà un momento di confronto collettivo, utile a valorizzare l’esperienza di ciascun partecipante e a costruire una rete di competenze condivise.
Con questa iniziativa, il San Camillo conferma l’impegno nel promuovere formazione specialistica e ricerca applicata, rafforzando il dialogo tra ambito sanitario, educativo e sociale. In un mondo in cui l’autismo richiede risposte sempre più integrate, investire nella diffusione di strumenti pratici significa contribuire alla costruzione di una nuova cultura dell’inclusione.







