
CASTELLAMONTE - «Il progetto della centrale idroelettrica a Spineto mette seriamente a rischio l’approvvigionamento idrico dell’agricoltura del territorio e per questo il Consorzio del Canale demaniale di Caluso esprime la propria netta opposizione». Lo dichiara Lodovico Actis Perinetto, presidente del Consorzio del Canale di Caluso ed ex presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, intervenendo sul progetto che prevede la realizzazione di un impianto idroelettrico sul torrente Orco, in corrispondenza dello sbarramento della presa del Canale, in località Spineto, nel Comune di Castellamonte.
Una posizione che trova il pieno supporto del presidente provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, Stefano Rossotto: «Qui non si tratta di essere contrari allo sviluppo energetico, ma di difendere un bene primario come l’acqua, indispensabile per le aziende agricole. Il rischio concreto è quello di compromettere un sistema irriguo che da secoli sostiene il territorio, mettendone in difficoltà le imprese e filiere agricole. In un contesto già segnato dai cambiamenti climatici e da una crescente scarsità idrica, ogni scelta deve mettere al centro la tutela dell’agricoltura e garantire che l’uso della risorsa acqua resti prioritariamente destinato alla produzione alimentare».
«Il Canale di Caluso – ricorda Actis Perinetto – è un’infrastruttura storica, attiva dal 1550, che da quasi cinque secoli garantisce l’irrigazione a un’ampia parte del Canavese. Lo sbarramento sull’Orco, realizzato all’inizio dell’Ottocento e successivamente adeguato nel 1940 con una struttura in cemento, è funzionale esclusivamente alla derivazione dell’acqua necessaria all’agricoltura. Alterarne il funzionamento significa mettere in discussione un equilibrio delicatissimo».
L’azienda proponente aveva inizialmente presentato un progetto di centrale sulla sponda sinistra dell’Orco, in prossimità della presa del Canale, ma, dopo le proteste del mondo agricolo, è stata avanzata una nuova ipotesi, paradossalmente ancora più critica, che prevede la realizzazione della centrale direttamente sullo sbarramento del Canale di Caluso.
«In questo modo – prosegue Actis Perinetto – l’acqua verrebbe “tirata” da due parti: da un lato per le esigenze irrigue, dall’altro per la produzione di energia, con la possibile turbinazione dell’acqua destinata al deflusso ecologico. Un’operazione che provocherebbe un grave danno all’agricoltura, rendendo impossibile garantire una corretta erogazione e una giusta ripartizione della risorsa idrica tra gli agricoltori». «Si arriverebbe al paradosso – conclude Actis Perinetto – che il Consorzio del Canale di Caluso, nato per servire l’agricoltura, si troverebbe nella condizione di dover garantire l’acqua a una centrale idroelettrica. Per questo ribadiamo la nostra opposizione al progetto così come concepito e chiediamo che si rinunci alla nuova centrale, oppure che si torni all’ipotesi iniziale sulla sponda sinistra del torrente, con tutte le garanzie necessarie a tutela degli agricoltori e del territorio».











