
CASTELLAMONTE - Un atto di vero amore. Il nostro Canavese è testimone in questi giorni di una vicenda che tocca il cuore, perché capace di regalare una seconda vita, finalmente ricca di serenità e affetto, a un dolcissimo cane. Un animale che finora ha conosciuto quasi solamente sensazioni di solitudine e paura generate da una guerra senza fine. Si chiama Oliver e un giocherellone meticcio dagli occhietti vispi e dal muso simpatico. E' stato letteralmente salvato dalle bombe russe, che stanno devastando l'Ucraina, da Roberto Falletti, punto di riferimento dell'associazione La Memoria Viva.
Mentre Oliver abbaia e gioca con Lulù, un'altra cagnolona salvata da Bachmut, città oggi occupata dalla Federazione Russa, sita nell'oblast di Donetsk, è proprio Roberto a raccontarci di questa storia fortunatamente a lieto fine: «Ho incontrato Oliver, per la prima volta, lo scorso febbraio durante l’evacuazione della signora che gli dava accoglienza. Eravamo nell’insediamento rurale di Oleksiievo-Druzhkivka, sempre nel Donetsk. Era il cane della sua vicina, morta a causa di un Cab russo alcuni mesi prima. Oliver era rimasto fermo davanti alla porta di quell'abitazione. Stava per perdere nuovamente tutto e restare solo e senza un tetto dove ripararsi. La donna anziana che se ne prendeva cura, infatti, non poteva portarlo via da lì. Aveva già con sé uno dei suoi due gatti. Il tempo a nostra disposizione era pochissimo e non si è potuto fare di più in quel momento»
«Il musetto e gli occhi tristi di quell'animale mi sono rimasti impressi - aggiunge Roberto Falletti - Oliver è nato già in guerra. Ha due anni, ma sa amare tutti senza distinzione nonostante in questi abbia visto solo fame, morte e distruzione. Non potevamo non aiutarlo. Non si può cambiare il passato di un cane, ma si può riscriverne il futuro. E così ci siamo attivati». Non è stata una missione semplice, ma ancora una volta i volontari de La Memoria Viva sono riusciti nel loro intento. E' stato un lungo viaggio di oltre 3mila chilometri. E' iniziato a cavallo tra il 28 febbraio e il primo marzo e si è concluso tre giorni dopo a Castellamonte: dalla linea zero del fronte del Donbass fino all'Italia, facendo tappa a Lvivi, Leopoli, e poi in Romania e a Zagabria (in Croazia). Sono stati superati anche diversi ostacoli burocratici.
«Ora Oliver è a Castellamonte con Lulu, Dotto e Lilli. Sono una grande famiglia: senza difficoltà di accoglienza, di nazionalità o di razza - aggiungono da La Memoria Viva - Grazie a Olga di Kramatorsk e a tutto il personale che ci ha aiutato a recuperarlo dalla zona zero del conflitto; grazie al servizio veterinario ucraino che non ha perso tempo nel darci una mano e grazie di cuore a Elso Merlo che è venuto con noi sino a Zagabria per accoglierlo e portarlo nella sua nuova casa. Chi pensa di salvare un cane, spesso sta salvando prima di tutto sé stesso. Vogliamo mandare un messaggio importante: ci sono moltissimi cani e animali abbandonati a causa di questa terribile guerra e ancora da salvare o semplicemente da aiutare con cibo. Chi può non resti indifferente. I cani non sono tutta la nostra vita, ma la rendono completa».











