PONT CANAVESE - Inaugurato il Centro per le famiglie realizzato nell'appartamento confiscato alla 'ndrangheta - FOTO

PONT CANAVESE - Nel corso del pomeriggio di venerdì 20 marzo in via Santa Maria 35 a Pont Canavese in un appartamento confiscato alle mafie è stato inaugurato il progetto prende «PONTi familiari». L'importante iniziativa ha consentito di avviare un percorso di riutilizzo sociale di un bene appartenuto alla criminalità organizzata per trasformarlo in un Centro per le famiglie: uno spazio di ascolto, sostegno e promozione del benessere delle persone.

Al taglio del nastro hanno partecipato Nicoletta Bellin e Stefano Rossetti di Ciss 38, l'assessora alle politiche sociali di Pont Canavese, Enrica Valle, Gigio Costanza e Andrea Contratto di Mastropietro, insieme a Ernesto Bosone e Tiziana Perelli di Libera. Al loro fianco i tanti volontari che hanno dato il loro prezioso contributo al progetto che vede la preziosa partecipazione di: Andirivieni scs, Fondazione Comunità del Canavese, Teatro Popolare Europeo, Mastropietro. L’avvio di questo percorso virtuoso è stato possibile grazie alla proposta progettuale «PONTi familiari», presentata dal Comune di Pont insieme al Ciss 38 e finanziata dalla Regione Piemonte.

«Il progetto è finalizzato a co-progettare insieme agli enti di Terzo Settore, Comuni, scuole e alla cittadinanza, un Centro per le famiglie per i Comuni montani del territorio, offrendo gratuitamente spazi di informazione e orientamento per famiglie, consulenza e mediazione familiare, sostegno psico-pedagogico alla genitorialità, spazi di ascolto educativo e psicologico per adolescenti e giovani, luoghi protetti di relazione, incontri di gruppo per i nonni, attività laboratoriali per genitori e figli - spiega Stefano Rossetti di Ciss 38 - L’iniziativa si pone in stretta sinergia e continuità con gli eventi territoriali di contrasto alla criminalità organizzata in un passaggio di testimone che va dalla serata “La nostra Terra” al cinema di Valperga di giovedì 19 sera alla camminata per la legalità di Cuorgnè nel venerdì mattina e che passando dalla presentazione di Ponti familiari ci accompagnerà alla manifestazione nazionale del 21 marzo a Torino per la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie».

A sottolineare l'importanza dell'operazione per il territorio, l'assessora alle Politiche Sociali di Pont Canavese, Enrica Valle: «La nascita di questo Centro rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra amministrazione e per tutta la comunità montana. Grazie alle risorse regionali, trasformiamo un simbolo di illegalità in una risorsa concreta. Restituire questo bene alla fruizione pubblica significa costruire ponti solidi tra istituzioni e cittadini, garantendo servizi di prossimità essenziali per il nostro territorio». La presidente del Ciss 38 Carla Boggio sottolinea il valore civile dell'operazione: «Oggi restituiamo ai cittadini non solo uno spazio fisico, ma un pezzo di democrazia. Trasformare un bene confiscato in un Centro Famiglie significa rispondere alla criminalità con la cura, la presenza e la promozione del benessere delle nostre comunità».