
Per la psicologia, il termine “grounding” racchiude una serie di tecniche da utilizzare per riconnettersi al presente e all’ambiente. Utile per diminuire i livelli di stress e di ansia, migliorare la qualità del sonno, combattere i radicali liberi e contrastare gli attacchi di panico, il livello base di grounding consiste camminare a piedi nudi, una tecnica molto utilizzata nei paesi del Nord e in diverse culture e disciplina (non a caso, discipline come lo Yoga chiedono di essere scalzi), più facile da mettere in pratica proprio d’estate con passeggiate lungo la spiaggia o nei prati, quest’ultima situazione tra le più consigliate per il potere benefico e massaggiante dell’erba e la possibilità di riconnettersi con la Terra.
Ideato alla fine degli anni Settanta da Alexander Lowen, uno dei padri dell’analisi bioenergetica, oltre a rafforzare i muscoli del piede, migliorare la postura e stimolare la circolazione, il grounding ha come obiettivo riuscire a focalizzarsi sul presente, allontanare emozioni o ricordi nocivi e favorire la stabilità psichica.
Per praticarlo occorre un minimo di attenzione e gradualità, iniziando con brevi camminate di pochi minuti da interrompere quando i piedi iniziano a dolere per via dell’abitudine ad essere protetti d scarpe e calze. Attenzione poi a praticarlo in luoghi dove ci sia pericolo di incontrare vetri o metalli, insetti o erbe spinose. In realtà all’inizio non è neanche necessario camminare: è sufficiente stare fermi, a contatto con la Terra. Mentre per chi ha difficoltà a trovare boschi o giardini dove poterlo fare, sono in vendita tappetini che simulano gli effetti del terreno.








