
Dopo 205 giorni e 1.160 fra eventi e appuntamenti fisici e digitali, cala il sipario sulla tredicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione internazionale organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte che non ha voluto arrendersi di fronte agli ostacoli della pandemia rivoluzionando il proprio format.
“Di fronte alla crisi sanitaria, sociale ed economica abbiamo voluto riportare l’attenzione sulle cause che l’hanno scatenata: la biodiversità agricola compromessa dall’agire umano, la crisi climatica che minaccia gli ecosistemi, le iniquità del modello di produzione e distribuzione del cibo. Tutti problemi che conoscevamo bene già prima di questa pandemia, ma che il modello di sviluppo dominante continua a ignorare o non voler affrontare – dichiara Carlo Petrini, presidente di Slow Food - in questa situazione abbiamo deciso di puntare i riflettori sulle soluzioni, piccole ma rivoluzionarie per la loro efficacia di azione a livello locale, che già oggi sono nelle mani delle comunità di contadini, pescatori, artigiani, cuochi, ma anche dei singoli cittadini che ogni giorno agiscono per il cambiamento con le loro scelte consapevoli. Da tempo sosteniamo la necessità di un cambio di paradigma, e non siamo i soli a dirlo: questi sette mesi di Terra Madre ci hanno permesso di ascoltare la voce di studiosi, accademici, filosofi, scienziati, economisti, insieme a quella dei contadini, artigiani, pastori, pescatori, educatori che sono l’ossatura fondamentale della rete di Terra Madre e di Slow Food in ogni angolo del pianeta. Il quadro finale che ci consegna questa edizione dell’evento, attraverso le migliaia di ore di attività realizzate nei cinque continenti, è una lucida visione di questi nuovi paradigmi, che rappresenta quella vera transizione ecologica da più parti invocata e non più rimandabile”
Sette mesi di eventi che hanno portato Terra Madre Salone del Gusto in tutto il mondo, facendo di Torino e del Piemonte il punto di riferimento della riflessione sul futuro del cibo. “Il grande successo di questa edizione, pur nelle modalità che l’emergenza sanitaria ha imposto, è la dimostrazione della straordinaria forza della comunità che Slow Food ha creato negli anni e di cui Terra Madre Salone del Gusto, l’Italia e il Piemonte sono il cuore pulsante - sottolinea il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio - ed è la prova che in questo patrimonio umano unico, fatto di competenze, storia e idee che guardano al futuro, c’è la chiave per ripartire. L’energia vitale per alimentare con consapevolezza e coscienza il nostro domani”.
“Pur in un contesto di grande difficoltà causato da una pandemia che - sottolinea la sindaca di Torino, Chiara Appendino - ha fatto e, a tutt'oggi, sta facendo sentire in ogni parte del pianeta i suoi pesanti effetti sanitari, economici e sociali, la manifestazione ha superato ogni ostacolo riuscendo a far dialogare realtà anche appartenenti a mondi lontani e diversi”.
E proprio in questa grande opportunità di conoscere e imparare risiede l’unicità dell’edizione di Terra Madre che ha unito virtualmente la rete Slow Food come mai nessuna edizione fisica avrebbe potuto fare. Nessun appuntamento virtuale potrà mai sostituire il senso di fraternità e la forza della moltitudine che si incontra a Torino ogni due anni, ma in questi mesi ogni comunità Slow Food, ogni socio o attivista, ogni singolo appassionato ai temi proposti - ovunque nel mondo, qualsiasi fosse la sua lingua - ha avuto la possibilità di trovare un format adatto. Secondo una prima stima, i 1160 eventi, organizzati in 75 Paesi - dall’Azerbaijan al Brasile, dalle Filippine all’isola di Antigua - che la piattaforma www.terramadresalonedelgusto.com ha ospitato e promosso con una media di circa sei al giorno, hanno raggiunto oltre 10 milioni di profili digitali in tutto il mondo. In particolare, gli appuntamenti trasmessi sulla piattaforma e sui social hanno totalizzato oltre 1.300.000 visualizzazioni con un pubblico distribuito in 202 Paesi, mentre gli eventi organizzati direttamente dalla rete Slow Food in giro per il mondo hanno coinvolto 250.000 partecipanti. Significativo il dato relativo alle attività di formazione e agli incontri che prevedevano la partecipazione previa registrazione: un totale di 97 appuntamentisegna complessivamente l’iscrizione di 10.300 persone, mentre sono oltre 1 milione gli utenti che hanno seguito quegli stessi appuntamenti attraverso i social. Inoltre, 3300 giovani da tutto il mondo per un mese hanno aderito alla challenge organizzata su Instagram in collaborazione con gli attivisti dello Slow Food Youth Network per promuovere il cibo buono, pulito e giusto. Un altro dato importante emerge da una prima rilevazione statistica effettuata in prossimità della conclusione dell’evento, secondo la quale oltre il 45% dei soggetti che hanno partecipato attivamente agli appuntamenti non aveva mai avuto un coinvolgimento nelle attività di Slow Food: una solida base da cui ripartire per le prossime sfide.
“Sono numeri impossibili da paragonare a qualsiasi altro dato relativo alle precedenti edizioni e a qualsiasi altra iniziativa di Slow Food - conclude Petrini - ma certamente possiamo dire che sono risultati di cui siamo molto soddisfatti, perché superano gli obiettivi che ci eravamo dati alla vigilia dell’apertura”. Un quadro più completo e dettagliato dei numeri sarà presentato nel mese di giugno, dopo il necessario lavoro di analisi e approfondimento che inizierà già la prossima settimana.
Conferenze, formazioni, forum, oltre ai format più innovativi e di maggior successo, le Food Talk e i Come si fa?, rappresentano un patrimonio di saperi, una “biblioteca del buono, pulito e giusto” che rimane a disposizione di chi ancora vuole conoscere, imparare, acquisire nuove consapevolezze, indispensabili per capire in quale direzione dobbiamo orientare il nostro agire. L'appuntamento è per la prossima edizione, nel 2022.








