
Una rete di Breno Lopes al 99’, ha permesso al Palmeiras di battere il Santos nel catino dello stadio Maracanà di Rio de Janeiro, regalando ai Verdão il privilegio di alzare per la seconda volta nella loro storia la Copa Libertadores, la massima competizione calcistica per club del Sudamerica.
I tifosi si sono riservati per le strade di San Paolo e per tutta la notte hanno festeggiato la vittoria, a 21 anni di distanza dall’ultima volta, ringraziando con cori e striscioni il lontano Piemonte, che a quell’ora dormiva e anche al risveglio, per buona parte è rimasto ignaro di tutto quello che stava accadendo in Brasile.
Per spiegare cosa c’entrino i nipotini di Cavour con una squadra di calcio dall’altra parte dell’Oceano bisogna tornare indietro fino al 26 agosto 1914, quando un gruppo di immigrati italiani, dopo l’entusiasmante tournée in Brasile del Torino di Vittorio Pozzo e della Pro Vercelli, pensò di creare una società sportiva. Ai tempi, la squadra granata stava gettando le basi della leggendaria e sfortunata formazione destinata a regalare proprio a Pozzo, anni dopo diventato CT della Nazionale, le prime due vittorie nei mondiali. Mentre la Pro Vercelli, ai tempi guidava da padrona la massima seria del campionato italiano.
All’inizio la squadra si chiamava Sociedade Esportiva Palestra Itália, e nelle proprie file raccoglieva numerosi emigranti piemontesi, gente sfuggita alla povertà delle campagne verso un sogno lontano chiamato La Merica. Almeno nei primi tempi, il calcio era una semplice attività ricreativa riservata ai soci, che avevano trovato un campo a disposizione nel quartiere Vila Mariana. Il 24 gennaio 1915, la squadra gioca la prima amichevole ufficiale contro il Savoia di Sorocaba, vincendo per 2 reti a zero.
Palestra Itália cambia nome nel 1942, quando il Brasile finisce inghiottito nel vortice malefico della Seconda Guerra Mondiale e gli italiani – da portatori di valori sani – vengono rimossi da ogni incarico finendo nel limbo, fra mille difficoltà. La situazione ritroverà un po’ di normalità solo alla fine della guerra, quando la Sociedade Esportiva Palmeiras riscopre lentamente le proprie radici raggiungendo il culmine nel 2014, data del centenario, quando ritrova la piemontesità degli inizi rispolverando addirittura lo scudo dei Savoia, il simbolo della famiglia reale piemontese che fino al 1942 campeggiava sulle maglie della formazione.
Grazie alla vittoria, il Palmeiras – in cui attualmente gioca l’ex giocatore di Fiorentina, Juve e Inter Felipe Melo – si assicurato la semifinale della Coppa del Mondo per Club, affrontando la vincitrice fra i messicani del Tigres UANL e i sudcoreani dell’Ulsan Hyundai. Se vincesse, ancora una volta in cima ai festeggiamenti dei tifosi del Palmeiras ci sarebbe il Piemonte, piccola fetta d’Italia che in questi giorni si accontentava di passare da zona arancione a gialla. Che tristezza.










