
Saranno i giovani a salvare il mondo. Al contrario dei loro genitori – incacchiati, depressi e pessimisti – la “Gen Z” sa guardare al futuro con gli occhi di chi capisce di dover rimediare ai guasti delle generazioni precedenti, prima di prendere le redini del pianeta.
Un principio che si applica ad ogni campo, dalla lotta ai cambiamenti climatici al campo automobilistico, dove fior di colossi impegnano sforzi, tecnologie, denaro e frotte di ingegneri nella ricerca della soluzioni che mettano d’accordo due principi invalicabili: primo e fondamentale, continuare a vendere automobili, secondo salvare il pianeta, prima che il pianeta diventi davvero un luogo inospitale.
Tutto questo per raccontare la storia bella della “ZEM”, un prototipo di vettura realizzato da un gruppo di studenti dell’Università di Eindhoven, in Olanda, che a forza di studiare e sperimentare hanno trovato il modo di creare un veicolo a quattro ruote che non solo non emette assolutamente nulla, ma in più è in grado di pulire l’aria eliminando la famigerata CO2 mentre viaggia.
ZEM si muove grazie ad un motore elettrico da 22 kW e nove batterie da 2,3 kWh, ricaricabili attraverso i pannelli solari che occupano il tetto del veicolo e in grado addirittura di cedere energia alla rete, quando le batterie sono al massimo della carica. Ma la parte più interessante del progetto resta la possibilità di eliminare la CO2 dall’aria circostante, un processo reso possibile da una griglia anteriore in cui l’aria che entra viene “ripulita” da un filtro che ogni 32mila km è in grado di catturare 2 kg di CO2. Non tantissimo, è vero, ma quel che conta in queste cose è creare il primo passo: a renderlo più efficiente potrebbero pensarci un giorno i genitori degli universitari, o perché no, i colossi dell’automotive.
Ovviamente, ZEM è pensata per essere totalmente smaltita e riciclata: la carrozzeria è interamente realizzata con stampa in 3D di plastiche riciclate, mentre per gli elementi interni la scelta è caduta su materiali sostenibili derivati direttamente da frutti come l’ananas.











