L'ex statale 460: l'infinita vergogna di chi non ne ha...

La vergogna non sono i controlli che non ci sono. E nemmeno la Provincia (o città metropolitana) che non pulisce. La vergogna è dei maiali che scaricano la spazzatura come se fosse una discarica autorizzata. Passano gli anni ma l’inciviltà resta sempre la stessa. L’ex statale 460, porta principale di accesso al Canavese, nel tratto tra Leinì e Lombardore è, da sempre, un immondezzaio. Nemmeno il tempo di pulire, da parte dei cantonieri della provincia, che subito si forma un’altra discarica. Prima un mucchietto di sacchetti neri, poi qualche pneumatico. E allora via con mobili, televisori, elettrodomestici di ogni tipo e fattezza.

La vergogna, dicevamo, sono i maiali che ancora continuano imperterriti a scaricare. La vergogna è l’assoluta mancanza di un senso civico. Non è questione di controlli: questi soggetti, se anche ci fosse un cecchino ad ogni piazzola della 460, troverebbero comunque il modo di gettare la loro spazzatura in aperta campagna.

La vergogna, oltre tutto, è doppia. Perché ai lati della 460, nel tratto di Leinì ma anche altrove, c’è pieno di lapidi con le foto di chi, su quella maledetta strada, vi ha perso la vita. Ragazzi, ragazze, motociclisti e gente che andava a lavorare. Un sorpasso azzardato, un malore, una scivolata sull’asfalto bagnato. E via di cippi commemorativi, fotografie e fiori. Tanti mazzi di fiori, per la verità. Alcuni spuntano proprio tra i mucchi di rifiuti. Perché i maiali non hanno nemmeno il buon cuore di buttare la loro spazzatura lontano da quelle foto, dove quasi tutti i giorni passano, in una silenziosa processione, i parenti delle vittime.

Mi fanno schifo quello che buttano la spazzatura a casa d’altri. Ma questi, che la spargono addirittura sopra le foto di ragazzi che non ci sono più, non meritano nemmeno un po’ di ribrezzo. Gente senza vergogna. E senza un briciolo di pietà.