
L’attacco contro il Presidente della Repubblica è a tinte forti. Oggi gli danno del boia, in passato fu bollato come “terùn” e “traditore”. Non è la prima volta che il Presidente della Repubblica viene attaccato. Oltre al leader dei pentastellati: “Napolitano Morfeo”, in un passato nemmeno troppo lontano, appena un mese addietro, nel dicembre 2013, gli ex esponenti del fu Popolo della Libertà (ora Forza Italia) bersagliarono il Colle con accuse molto pesanti.
Lo stesso leader degli italoforzuti, ha parlato spesso di “colpi di stato” accusando di fatto l’attuale Presidente della Repubblica di essere stato artefice del governo del Professore nel 2011 e di aver avallato pure la condanna della Corte di Cassazione. È una lista lunga quella degli attacchi al Colle. Dal leader del Carroccio fino ad arrivare all’ex leader dell’Italia dei Valori. Ma questo ultimo insulto ha passato il limite dell’umana decenza. E' volgare e sguaiato!
Insomma, solo gli stolti agiscono così e si può ben dire che nel dare del boia hanno detto una grossa boiata, baiando! Mi spiego meglio, il lemma boia deriva dal provenzale e significava in origine ceppi, catene, derivante a sua volta dal latino “boiae”, strumento di supplizio. E’ divenuto con il tempo il nome con cui di chiamano le persone che eseguono le sentenze di morte ed è stato anche utilizzato come sinonimo di mascalzone e furfante.
Da boia si passa a boiata, lemma che deriva dal milanese boiada, abbaiamento, latrato, e da li al lemma baiata, con il significato di abbaiare. Mi sembra che l’insulto becero sia proprio un latrare ottuso che dimostra tutta l’ignoranza politica di chi lo profferisce.











