Domenica 12 aprile a Favria ho ascoltato con le mie orecchie l’ignobile attacco agli allevatori Favriesi in occasione della Fiera Agricola di s. Isidoro, pomeriggio battaglia delle reines. Forse le persone che beceramente insultavano e denigravano il lavoro di questa millenaria cultura, che sono le nostre radici, non si rendono neanche conto che cosa vuole dire lavorare la campagna, fare l’allevatore di mucche da latte o di bovini all’ingrasso destinati alla macellazione.
Voglio ricordare che se l'uomo primitivo non avesse cacciato per mangiare e per coprirsi dal freddo, la sua sorte sarebbe stata altra, molto probabilmente non avremmo inventato internet e saremo ancora nelle caverne e forse non sarebbe venuto a Favria a manifestare con le comode auto! Grazie agli animali abbiamo costruito la nostra attuale civiltà, fatta di caccia e poi aratura dei campi, e allevamento. L’agricoltura sono le nostre radici e di fronte all’attacco di lavoratori che si svegliano al mattino prestissimo per accudire gli animali con passione, senza tenere conto né dell’ora legale ne del Santo Natale e di Capodanno.
Nella stalla bisogna mungere tutti i giorni, portare il foraggio e la paglia e tenere la stalla sempre pulita e poi si deve fare il fieno, il secondo e terzo taglio, la raccolta del mais e sicuramente queste gli allevatori non sanno che cosa sia una vacanza al mare o in qualche luogo esotico all’estero. Questi incoscienti che dicono con arroganza delle insulsaggini senza senso solo perché hanno in mano un megafono forse non si rendono conto della fatica, e della passione e dell’amore per gli animali che guida gli allevatori favriesi. Si perché chi alleva gli animali per il latte o per la carne e mangia la carne degli animali li ama e li rispetta allo stesso modo di chi mangia solo verdure, ma soprattutto rispetta la storia, l'evoluzione e la memoria dell'uomo.
Per gli allevatori di Favria e per tutti i contadini chiedo rispetto e dico pubblicamente che di fronte a questi attacchi va tutta la mia solidarietà, vicinanza e sostegno al lavoro che tutti i giorni svolgono, perché siamo tutti allevatori.











