
A Favria ho visto con piacere comparire sagome di studenti in polistirolo nei pressi di scuole e municipio, volte a scoraggiare gli automobilisti da accelerazioni non compatibili con quei luoghi. Ciò grazie al personale impegno di una Consigliere Comunale, che con tenace impegno ha portato a termine una bella idea a dimostrazione che per Governare vale di più il passo della formica che il faraonico e mai concluso progetto. Spero come tutti i concittadini che gli automobilisti ne traggano un’invito a guidare con prudenza e moderazione e non solo nelle ore di entrata e uscita degli studenti. Mi auguro che tali manufatti siano coperti dall’occhio elettronico della video sorveglianza e che durino nel tempo.
Questa azione positiva mi ha fatto menire in mente il significato della parola manichino e sagoma. Il manichino è un manufatto che riproduce un essere umano, in parte o completamente, con le giuste proporzioni. La derivazione del nome è ancora incerta, pari che derivi dall’olandese manneken con significato di piccolo uomo, o dal francese manne, cesta, con riferimento ai cestai che con il vimini intrecciato realizzavano anche i manichini. Si hanno notizie scritte di manichini, in Europa, definiti come grandi bambole, già alla fine del 1300. A Venezia, nel Settecento, durante la festa dell'Ascensione, venivano esposte grandi bambole abbigliate all'ultima moda francese. Erano chiamate “Piavole de Franza”, bambole di Francia. Bambole abbigliate all'europea partivano da Parigi e da Londra per soddisfare le più ricche famiglie d'Oltreoceano, in modo che le signore potessero scegliere i loro vestiti all'ultima moda.
Dalla seconda metà dell'Ottocento, vennero utilizzate piccole bambole sulle quali le grandi sarte confezionavano, in proporzioni ridotte, copie delle loro creazioni. Diverso è il discorso per la parola sagoma che deriva dal latino sacoma a sua volta dal greco dorico sakoma con il significato di contrappeso. Oggi la sagoma può essere un pezzo di carta, legno o altro materiale, che, riproducendone il contorno, serve per la costruzione di elementi architettonici, di mobili, di carrozzerie e di altre lavorazioni artigiane e industriali, ma è anche il modo di presentazione esteriore di un oggetto o di una persona, soprattutto riguardo alle sue dimensioni, sagoma snella o tozza, oppure anche un oggetto a forma umana che deve essere colpito nel tiro a segno e nei poligoni di tiro come bersaglio. Oggigiorno la vita quotidiana offre innumerevoli occasioni di agire e allora l’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, ha meno forza di una palla di neve al sole se non viene espresso con gesti concreti.
La realtà quotidiana va intrisa di valori, va intessuta di piccole azioni che testimoniano l’orientamento di un pensiero che forse non cambia il mondo ma si aggancia concretamente alla realtà. Alla fine sono queste le idee che cambiano il mondo quando sanno trovare un collegamento concreto e costruttivo come questi manichini o sagome che hanno tradotto una idea in una azione concreta a vantaggio di tutti e che magari si completerà con il successivo passaggio un cartello all’ingresso nelle varie piazze con la scritta di rallentare perché a Favria dei bambini nell’era di internet giocano ancora in strada liberi di divertirsi all'aria aperta.
Mi auguro infine che il prossimo passo siano i Safety Cross, detti anche “passaggi pedonali sicuri”, che sono impianti lampeggiati dotati di sensori in presenza di pedoni, che entrano in funzione quando una persona si trova alle estremità del passaggio pedonale, attivando le lampade a led su entrambi i lati della strada. questi dispositivi sono anche abbinati al segnale verticale di attraversamento pedonale ed alimentati da un pannello fotovoltaico, insomma abbinare la sicurezza ad uno sviluppo econostenibile. Nel mondo ci sono abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di ognuno di noi ma non la nostra personale avidità, insomma siamo tutti come delle farfalle e la Terra è la nostra comune crisalide. (blog di Giorgio Cortese)













