Camminare!
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Sulla soglia di casa, metto le scarpe da ginnastica ai piedi e la mia mente già fantastica come se fossi già fuori a camminare. Non resta che partire, ma l’avventura è iniziata tempo prima quando ho ricevuto sms che il gruppo di cammino di Oglianico si trovava al lunedì.

Camminare sembra una parola comune con il significato di muoversi a piedi, il lemma è un derivato di di cammino, dall’ipotetica voce tardo latina camminus, di origine celtica. Secondo gli studiosi filologi la radice celtica era cam, che in origine indicava anche il piede, le proprie gambe. Gli antichi Romani avevano già delle parole come gressus, iter e cursus. Ma con la conquista della Gallia portarono all’incluisione del lemma camminus  nel tardo impero che poi ricompare nell’italiano volgare che prese un ruolo di primo piano, tanto che il camminare sopraffa i latinismi ambulare e incedere. Oggi il camminare descrive l’atto consueto dello spostarsi a piedi, un atto basilare, che ha trovato brillanti trasposizioni figurate. Infatti diventa anche il procedere, il progetto cammina nonostante le difficoltà, è un po’ che gli affari non camminano come un tempo e il funzionare, l’orologio non cammina più.

Il camminare è l’andare avanti vitale per noi esseri umani anche se oggi perdere  tempo a camminare appare come un atto anacronistico in un mondo dominato dalla fretta e dalla velocità. Ma il camminare introduce ad una dimensione piacevole del tempo, come dei luoghi. Oggi camminare per la Oglianicese rappresenta uno scarto, uno sberleffo alla nostra idea di modernità. Il camminare intralcia il ritmo sfrenato della vita ma è anche un modo pacifico per prenderne le distanze.

Il lunedì pomeriggio con il Gruppo di Cammino di Oglianico promosso dall’Asl con la collaborazione del Comune di Oglianico, mi porta ad assaporare la vita con calma, durante il cammino scaricando tutte quelle tensioni che normalmente accumuliamo. Grazie all’Amministrazione Comunale, al Gruppo di Cammino ben diretto dai due walking Leader formati dall’Asl Sergio  e Costanzo.

Che rende sempre attuale il prnsiero del filosofo Martin Buber, che scrisse che la vera casa dell’essere umano non è un luogo statico, ma l’essere in cammino da percorrere insieme. (blog di Giorgio Cortese)