
Siamo la Patria del Melodramma, sognavamo di servire alla Svezia il classico piatto freddo, quello della “vendetta” per qualificarci ai mondiali ed invece è calato il sipario e ci rendiamo conto che abbiamo una italietta a tratti pure comica. Per chi sognava una festa di piazza gli rimane solo quella virtuale dei social.
Che tristezza, ritorniamo dopo novanta minuti di "nazionalismo", che è l’unica consolazione dei popoli poveri, all’amara realtà quotidiana dove l’economia nonostante i roboanti proclami stenta, i poveri diventano sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi. Il calcio italiano è lo specchio del Paese reale, confuso e infelice.
Nel vedere questa italietta, mi sembra di vedere le ultime generazioni, attanagliate dall’incertezza nel lavoro e quelle già attempate che intravedono la pensione come un miraggio che si sposta sempre pìù avanti. Che volete farci, siamo il Bel Paese dei santi, navigatori, master chef e pallonari e a San Siro è finita l’avventura del signor Ventura e ci confermiamo ancora una volta una armata brancaleone in un paese di iene. (blog di Giorgio Cortese)











