
Giorgia Meloni, prima donna a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio in Italia, si è guadagnata l’ingresso nella classifica annuale stilata da “Forbes” e dedicata alla donne più potenti del mondo. La notizia è rimbalzata ovunque e con un pizzico di campanilismo, tanti hanno dimenticato di aggiungere chi sono le altre signore ad essersi meritate un posto fra le 100 che tengono nelle mani le redini del pianeta.
Non è un caso, soprattutto quest’anno, che la scelta sia stata alquanto difficile, poiché proprio le donne hanno avuto un ruolo centrale in alcuni degli avvenimenti più importanti degli ultimi 12 mesi. Dalle donne americane che prima si sono scagliate contro la limitazione all’aborto e subito dopo hanno fatto pesare la propria presenza nelle elezioni del midterm alle donne iraniane, scese in piazza perché stanche di essere carne da macello come è successo a Jina “Mahsa” Amini, che con la propria morte è diventata il simbolo delle proteste.
Ma posto anche, ricorda Forbes, per donne più nell’ombra ma dal peso specifico assai alto, come le 10 capi di Stato, le 11 miliardarie e le 39 amministratori delegati di grandi aziende, che messe insieme significano un patrimonio di 119 miliardi di dollari.
La classifica, giunta al 19esimo anno, come sempre si basa su quattro parametri: denaro, media, impatto e sfere di influenza. “Per i leader politici, abbiamo valutato il prodotto interno lordo e la popolazione; per i leader aziendali il fatturato e il numero di dipendenti; per tutti, le menzioni e la portata dei media. Il risultato è una lista di donne che stanno combattendo lo status quo”.
Il primo posto assoluto, lo conquista “Lady Europa”, Ursula Albrecht, signora von der Layen, belga di origini e tedesca di adozione, classe 1958, giunta ai vertici dell’UE dopo una carriera inizia nel 2001 con un mandato locale nella regione di Hannover. Madre di sette figli, laureata in medicina, è sposata dal 1986 con il medico Heiko von der Layen, discendente di una nobile famiglia tedesca.
Fra le sorprese Thasunda Brown Duckett, dal 2021 presidente e CEO di TIAA, una società di servizi pensionistici e finanziari per il mondo accademico e della ricerca. Una carriera iniziata alla “JPMorgan Chase”, dove ha ricoperto il ruolo di CEO di Chase Consumer Banking e ha supervisionato una rete con oltre 600 miliardi di dollari di depositi e 50.000 dipendenti. Prima ancora, aveva lavorato presso il gigante dei mutui americani “Fannie Mae”, dove ha guidato strategie per aumentare i tassi di proprietà delle abitazioni tra la gente di colore e ispanici. Fa parte di numerosi consigli di amministrazione, tra cui quello della “Nike”, dell'organizzazione umanitaria “Robert F. Kennedy”, del “Sesame Workshop” e del “National Medal of Honor Museum”.
Artisticamente parlando, Taylor Swift è un’autentica macchina da guerra: dopo aver pubblicato l’album “Midnights” nell'ottobre del 2022, è diventata la prima artista della storia a conquistare i primi dieci posti della classifica Billboard Hot 100. Ma oltre a regnare incontrastata nei piani alti delle vendite, la Swift ha sfruttato la propria popolarità per incoraggiare l'azione politica, chiedendo ai fan di sostenere l'Equality Act.
E che dire di Falguni Nayar, ex banchiere specializzata negli investimenti che nel 2012 ha abbandonato il proprio lavoro per fondare “Nykaa”, un reseller di prodotti di bellezza che tra i principali investitori può vantare il gigante statunitense del private equity TPG Growth e i miliardari Harsh Mariwala e Harry Banga. La Nykaa, quotata in borsa nel 2021, vende attualmente più di 4.500 marchi online e in più di 100 negozi in India, mentre Falguni Nayar è la donna imprenditrice più ricca dell’India.
Per finire la breve carrellata con Xiomara Castro, dallo scorso gennaio presidente dell'Honduras e prima donna a ricoprire la carica, spinta verso l’alto da 1,7 milioni di voti, il maggior numero nella storia del Paese sudamericano. In precedenza è stata la first lady del Paese: suo marito, Manuel Zelaya, è stato presidente per tre anni, dal 2006 al 2009, quando un colpo di Stato ha posto fine al suo mandato.
La classifica Forbes delle 100 donne più potenti del mondo
Ursula von der Leyen
Christine Lagarde
Kamala Harris
Mary Barra
Abigail Johnson
Melinda French Gates
Giorgia Meloni
Karen Lynch
Julie Sweet
Jane Fraser
MacKenzie Scott
Kristalina Georgieva
Rosalind Brewer
Emma Walmsley
Ana Patricia Botín
Gail Boudreaux
Tsai Ing-wen
Ruth Porat
Safra Catz
Martina Merz
Carol Tomé
Judith McKenna
Susan Wojcicki
Oprah Winfrey
Nancy Pelosi
Laurene Powell Jobs & family
Amanda Blanc
Amy Hood
Catherine MacGregor
Phebe Novakovic
Gwynne Shotwell
Shari Redstone
Janet Yellen
Jessica Tan
Ho Ching
Nirmala Sitharaman
Thasunda Brown Duckett
Kathy Warden
Marianne Lake, Jennifer Piepszak
Jacinda Ardern
Dana Walden
Sheikh Hasina Wajed
Mary Callahan Erdoes
Adena Friedman
Gina Rinehart
Lynn Martin
Sri Mulyani Indrawati
Vicki Hollub
Nicke Widyawati
Lisa Su
Tricia Griffith
Shemara Wikramanayake
Roshni Nadar Malhotra
Madhabi Puri Buch
Sinead Gorman
Tokiko Shimizu
Yuriko Koike
Jennifer Salke
Jenny Johnson
Hana Al Rostamani
Donna Langley
Dong Mingzhu
Judy Faulkner
Robyn Denholm
Suzanne Scott
Lynn Good
Soma Mondal
Belen Garijo
Melanie Kreis
Bela Bajaria
Paula Santilli
Laura Cha
Rihanna
Mette Frederiksen
Mary Meeker
Joey Wat
Kiran Mazumdar-Shaw
Jenny Lee
Taylor Swift
Beyoncé Knowles
Güler Sabanci
Linda Thomas-Greenfield
Sanna Marin
Solina Chau
Lee Boo-jin
Reese Witherspoon
Zuzana Caputova
Dominique Senequier
Falguni Nayar
Julia Gillard
Ngozi Okonjo-Iweala
Raja Easa Al Gurg
Shonda Rhimes
Xiomara Castro
Samia Suluhu Hassan
Dolly Parton
Kirsten Green
Mia Mottley
Mo Abudu
Mahsa Amini








