
Quandogli eterei Brangelina andavano d’amore d’accordo, non c’era nulla che potesse fermarli. Partorivano figli e idee a getto continuo, lasciando al mondo l’idea della creazione di un impero basato su due dei volti più iconici e amati di Hollywood: Brad Pitt e Angelina Jolie.
Poi, si sa, i due Brangelina sono finiti come un tritato fine di carne del macellaio, litigandosi figli e proprietà fra avvocati, cause e tribunali che come sempre un po’ davano ragione a lui, e un po’ a lei. Una delle loro tante idee era stata l’acquisto dello Chateau Miraval, una tenuta (più simile ad un villaggio) a Correns, in Provenza, pagata 55 milioni di dollari, con 35 stanze, centri benessere, piscine, palestre e perfino una sala d’incisione che anni prima aveva ospitato i leggendari Pink Floyd e Sting. A corredo 600 ettari esterni disseminati di laghetti, piscine, fontane e boschetti.
Ma quando ti stanchi di certi lussi e guardi fuori dalla finestra, in Provenza non hai che un paio di alternative: andare per campi a raccogliere lavanda da confezionare in sacchettini per profumare i cassetti, oppure darti al vino. I due, forse perché Angelina a cucire sacchetti non è mai stata una cima, si sono buttati sulla produzione vinicola affidandosi alle cure di Claude Bourguignon e Marc Perrin, due dei massimi esperti in enologia di tutta la Francia. Risultato: al primo colpo il loro Miraval Côtes de Provence Rosé è stato l’unico vino rosato che nel 2013 è entrato nella classifica dei primi 100 vini al mondo di “Wine Spectator”, la rivista considerata la bibbia dell’enologia.
Ma adesso, a qualche anno di distanza dal divorzio più mediatico e milionario della storia del cinema, è proprio la tenuta provenzale e le raffinate produzioni vinicole ad essere rimaste l’unico motivo di litigio di Brad e Angelina, che si sono messi d’accordo su tutto, figli compresi, ma sui vini continuano a fare a sportellate.
Brad di recente ha accusato Angelina di aver venduto anche le sue quote dell’azienda senza consultarlo al miliardario russo Yuri Shefler, quando secondo gli accordi post divorzio la proprietà dello Chateau Miraval sarebbe dovuta rimanere congelata in attesa di tempi migliori, anche perché nel frattempo si era trasformata in una macchina da soldi.
Per reagire, Brad è riuscito a lanciare la produzione più recente ed esclusiva, lo champagne rosè Fleur de Miraval, nell’olimpo del cinema, dove è stato ufficialmente accolto come champagne ufficiale della cerimonia degli Oscar 2022. Un grande colpo di teatro, ad appena due anni dal debutto, nato grazie alla collaborazione delle famiglie Perrin e Pèters, storici produttori del vino frizzante francese, e addirittura bissato dalla nomina di vino ufficiale del “Governor’s Ball”, il party dell’Academy che si tiene dopo la cerimonia. Tecnicamente, Marc Perrin ha spiegato che “Ci sono voluti cinque anni di lavoro per mettere a punto il prodotto finale: un blend del 75% di Chardonnay e per la restante parte Pinot Nero invecchiato tre anni nella cantina di Le Mesnil-sur-Oger”.
A proposito, quasi dimenticavamo: una bottiglia di “Fleur de Miraval” costa circa 350 euro, anche se in rete si trova a 290. Un bel risparmio.











