WEB – Tempi duri per gli odiatori

Odiatori seriali, gente che si diverte a sputare veleno su tutto e tutti, avete i giorni contati. O almeno, si spera che prima o poi sia così anche da queste parti, quando qualcuno si deciderà a fare propria una civilissima legge entrata in vigore da pochi giorni in Giappone.

In effetti è qualcosa di epocale, che per la prima volta dall’avvento dei social – a cui vanno tanti meriti, ma la colpa di aver portato a galla la cloaca della società - prende di mira gli “haters”, categoria che cela invidia, insoddisfazione e frustrazioni, trasformando ogni bordata d’odio gratuita in un reato punibile con un anno di galera e multe che tradotte in euro possono arrivare a 2.000 euro. Quando basta per mettere al silenzio anche l’odiatore più incacchiato.

Una legge che in Giappone si è resa ormai necessaria dopo il tristissimo precedente di Hana Kimura, wrestler e personaggio televisivo presa di mira da migliaia di persone che nel novembre del 2020 ha deciso di togliersi la vita a soli 22 anni. Individuato dalla polizia, il responsabile del gruppo che aveva bersagliato per mesi la giovane se l’era cavata con qualche decine di euro di multa, ma non aveva fatto i conti con la madre di Hana, che da allora ha lanciato una campagna per chiedere la modifica della legge sulla diffamazione includendo anche gli atti di cyberbullismo.

La legge, emanata in via sperimentale, prevede un riesame fra tre anni per valutarne l’efficacia, con la possibilità di inasprire le pene. Scendendo del dettaglio, la nuova norma prende di mira gli insulti umilianti del tutto gratuito verso qualcuno, ben diversa quindi dalla diffamazione, con cui si accusa qualcuno di qualcosa.