
Fra marzo e ottobre, attraversando per intero la primavera e l’estate, il vino diventa un’occasione piena di esperienza, racconto e paesaggio. Torna Vigneti Aperti 2026, l’iniziativa che trasforma le cantine italiane in laboratori a cielo aperto dove la parola d’ordine è vivere il vino.
L’appuntamento, promosso dal “Movimento Turismo del Vino”, attraversa l’Italia da Nord a Sud e accompagna appassionati, famiglie, sportivi e curiosi lungo otto mesi che seguono il ritmo naturale della vite: dalla potatura primaverile alla fioritura, dall’invaiatura estiva fino alla vendemmia autunnale.
Non si tratta di un evento concentrato in un weekend, ma di un percorso che si snoda stagione dopo stagione e fatto non soltanto di degustazioni, perché nei vigneti si pedala, si cammina, si cavalca, si organizzano trekking tra le colline, escursioni in bicicletta, passeggiate con gli amici a quattro zampe, cacce al tesoro alla scoperta di fossili nascosti nel terreno, picnic con i prodotti simbolo di ogni territorio. E per finire si partecipa a laboratori artistici e lezioni di pittura per famiglie e bambini. L’idea è portare il pubblico proprio là dove il vino nasce, mostrando il lavoro quotidiano che precede ogni bottiglia.
Vigneti Aperti intercetta un cambiamento culturale già evidente, soprattutto tra i più giovani. La Gen Z non si accontenta di assaggiare, vuole comprendere, partecipare, sporcarsi le mani. Cerca autenticità, sostenibilità, contatto diretto con chi produce e soprattutto vuole un turismo lento, coerente con l’ambiente e con uno stile di vita attivo.
La presidente del Movimento, Violante Gardini Cinelli Colombini, sottolinea come l’iniziativa rappresenti un’occasione per scoprire i territori vitivinicoli italiani in modo consapevole, promuovendo al tempo stesso un consumo moderato e responsabile.
A confermare la vitalità del settore arriva la prima indagine sulle differenze regionali dell’enoturismo realizzata dal CESEO – il Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici dell’Università LUMSA. Il quadro che emerge è sfaccettato: al Sud l’attenzione si concentra su intrattenimento e valorizzazione delle tipicità gastronomiche, al Centro il paesaggio diventa fulcro dell’esperienza, mentre al Nord spiccano flessibilità nell’accoglienza e ampiezza dei giorni di apertura.
Un mosaico che, accanto al comune denominatore del vino, permette agli enoturisti di costruire il proprio itinerario su misura, scegliendo tra sport, cultura, relax o scoperta gastronomica.
Il calendario primaverile segna l’avvio del programma con passeggiate guidate, attività all’aria aperta e iniziative pensate per grandi e piccoli, ma l’orizzonte si allunga fino all’autunno, offrendo la possibilità di osservare da vicino ogni fase del lavoro in campagna e di comprendere quanto impegno e attenzione alla sostenibilità siano necessari per arrivare al risultato finale.
Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993 da un’intuizione di Donatella Cinelli Colombini, è oggi un’associazione no profit che riunisce oltre 700 tra le cantine più prestigiose del Paese, selezionate per la qualità dell’accoglienza enoturistica. Negli anni ha fatto scuola con format di successo come “Cantine Aperte” e “Calici di Stelle”, contribuendo a rendere l’enoturismo un asset strategico per il Made in Italy.
Con Vigneti Aperti 2026, il Movimento rilancia la sfida: fare del vino non soltanto un prodotto d’eccellenza, ma un’esperienza da attraversare passo dopo passo, stagione dopo stagione.
I programmi delle cantine sono in fase di aggiornamento e saranno presto disponibili su: www.movimentoturismovino.it








