VIAGGI - Il Treno del Foliage, i colori dell'autunno

La natura che maltrattiamo senza sosta è un’artista capace di capolavori da togliere il fiato. In ogni stagione, ad ogni latitudine, c’è uno spettacolo che val la pena vedere con i propri occhi, almeno una volta nella vita.

Fra i migliori effetti dell’autunno, la stagione più intima e romantica che ci sia, un posto di rilievo spetta al foliage, l’effetto cromatico delle foglie degli alberi che dal verde estivo sfumano verso tutte le tonalità del rosso, dell’arancione, del giallo e del marrone. Uno spettacolo in technicolor che da anni è diventato una stagione turistica a sé in posti come gli stati più a nord dell’America (Vermont, New England e Colorado), ma anche uno show fra i più richiesti per le foreste di Canada, Cina, Giappone, Germania, Regno Unito e Italia.

Proprio da noi, ogni autunno, la linea ferroviaria Vigezzina-Centovalli, storica tratta gestita da una società italiana e una elvetica che dal 1923 congiunge l’Italia e la Svizzera passando per la Val d’Ossola, la Valle Vigezzo e le Centovalli, ospita il percorso del Treno del Foliage, un viaggio slow su treni a scartamento ridotto attraverso la natura: due ore per coprire 52 km, 83 ponti e 31 gallerie fra i suggestivi boschi di Svizzera e Italia, posti dove il foliage diventa un’esperienza straordinaria di colori che esplodono regalando un’emozione che nessun pittore saprebbe mai copiare in modo così perfetto.

Quest’anno, la breve stagione del treno del foliage riparte il 17 ottobre per concludersi il 15 novembre, un mese o poco più che ormai da settimane - anche a causa delle limitazioni per l’emergenza sanitaria e l’obbligo di prenotare i posti - ha esaurito i posti sui treni in partenza da Domodossola, anche se lascia ancora qualche possibilità partendo dalle altre fermate.

I capolinea da cui partire sono due: Domodossola e Locarno. La prima è una città medievale, centro più conosciuto del Verbano-Cusio-Ossola disseminato di piazzette e stradine che hanno il culmine nella Piazza del Mercato, gioiello dell’arte rinascimentale. Da lì il treno sale verso il punto più alto del percorso, Santa Maria Maggiore, centro che ogni anno ospita numerosi eventi enogastronomici e il curioso raduno internazionale degli spazzacamino, oltre a vantare due cittadini illustri come Giovanni Feminis e Giovanni Farina, gli inventori dell’acqua di colonia. Il viaggio si conclude (o parte) a Locarno, il punto del Canton Ticino che si affaccia sul Lago Maggiore. Dal 1946, la città ospita ogni anno il Locarno Film Festival, una delle più antiche e ambite rassegne cinematografiche del mondo.

Il biglietto di andata e ritorno vale due giorni per consentire a chi lo vuole la possibilità di pernottare liberamente in una delle località attraversate. Gli adulti pagano 43 euro in prima classe e 33 in seconda, e i ragazzi (6-16 anni) 21,50 o 16,50 in base alla classe. I bimbi sotto i 6 anni viaggiano gratis.