SANREMO - Vessicchio-mania, tutti pazzi per l'icona pop del festival

È l’unico, fra i direttori d’orchestra del Festival di Sanremo, per cui in platea scatta la standing ovation: basta la frase fatidica, “dirige Beppe Vessicchio”, perché tutti si alzino in piedi ad applaudire.

Il motivo è semplice: Beppe è un’icona pop che sta al Festival come Santa Claus al Natale, come il pane alla Nutella, come l’ago al filo, la chiave alla toppa, Stanlio a Ollio, gli spaghetti al pomodoro. Senza uno, probabilmente non esisterebbe nemmeno l’altro.

Sarà per via di quella barbetta strana abbinata ad un volto che sa di buono, tenero e pacioso che lo rendono un’immagine facilmente replicabile ad un orsacchiotto di peluche. Peccato che nessuno ci abbia ancora pensato.

Le volte in cui Beppe a Sanremo non c’è manca qualcosa, e lui fa di tutto per esserci, compreso quest’anno, chiamato a dirigere l’orchestra per accompagnare il ritorno all’Ariston de “Le Vibrazioni”. Per qualche giorno, si è temuto che Vessicchio desse forfait, tenuto lontano dal palco da un tampone assassino che lo dava per positivo. C’era ancora il tempo per rimediare, e così è stato: Beppe c’è, combatte fra noi, ed è un problema in meno.

Guardata da un altro punto di vista, la faccenda è anche una questione di puro taglio alimentare: secondo le tariffe vigenti, un direttore d’orchestra guadagna fra i 50 ed i 70mila euro all’anno. Mentre a Sanremo è prevista un’indennità compresa fra il 50 ed il 100% di una retribuzione fissa giornaliera stabilita con la Rai che secondo alcune voci (ovviamente di corridoio e rigorosamente non confermate) si aggira tra 1000 e 1200 euro a puntata, da moltiplicare per le cinque serate del Festival. La diversità della cifra lo fanno le inquadrature, se alla fine sono superiori o inferiori ai 6 minuti.

Ma è anche giusto aggiungere che dietro quell’aria da Winnie the Pooh si nasconde un serissimo musicista, arrangiatore, direttore d’orchestra e compositore di origini napoletane che ha collaborato con i più grandi artisti italiani. L’elenco completo sarebbe lunghissimo, ma partendo da Gino Paoli e Roberto Vecchioni si spazia fra Bocelli, Elio e le Storie Tese, Zucchero, Ron, Antonacci, la Vanoni e Gazzè.

Beppe è apparso per la prima volta in tutto il suo splendore nel 1990, diventando quasi una presenza fissa con oltre 20 partecipazioni. Con l’apparizione di questa sera, seconda serata del Festival, Vessicchio spera anche di migliorare un record che è già suo come direttore d’orchestra più vincente nella storia di Sanremo: gli è successo quattro volte, nel 2000 con gli Aviontravel, nel 2003 con Alexia, nel 2010 con Valerio Scanu e l’anno dopo con Vecchioni.

LA SCALETTA DELLA SECONDA SERATA

Sangiovanni – “Farfalle”

Giovanni Truppi – “Tuo padre, mia madre, Lucia”

Le Vibrazioni – “Tantissimo”

Emma – “Ogni volta è così”

Matteo Romano – “Virale”

Iva Zanicchi – “Voglio amarti”

Ditonellapiaga con Rettore – “Chimica”

Elisa – “O forse sei tu”

Fabrizio Moro – “Sei tu”

Tananai – “Sesso occasionale”

Irama – “Ovunque sarai”

Aka 7even – “Perfetta così”

Highsnob e Hu – “Abbi cura di te”

OSPITI

Lorena Cesarini, Checco Zalone, Laura Pausini, Gaia Giraci, Margherita Mazzucco, Ermal Meta, Arisa, Malika Ayane.