URBANISTICA - La rivoluzione degli Champs-Élysées

È una delle vie più celebri del mondo, ma soprattutto uno dei viali più imponenti di Parigi: in 1914 metri un concentrato di cinema, teatri, cafés, locali, ristoranti e boutique dei brand più prestigiosi e - ogni anno – lo scenario per la parata militare del 14 luglio e il punto d’arrivo del Tour de France. Costantemente invaso dai turisti, afflitto da un altissimo tasso di inquinamento e caduto un po’ in rovina, è stato più volte devastato dalla furia dei “Gilet-Jaunes”, i gilet gialli che per mesi hanno messo a ferro e fuoco l’elegante capitale francese.

Gli Champs-Élysées, chiamati così per celebrare i “Campi Elisi” della mitologia greca e romana, il luogo dove dimoravano le anime di chi era amato dagli dei, in origine erano solo dei semplici campi su cui Maria de’ Medici aveva espresso il desiderio di un percorso alberato: il giardiniere della corte de Re Sole André le Nôtre l’accontenta nel 1667, immaginando un’estensione dei Jardins de le Tuileries. Alla fine del secolo il viale era ormai di moda, frequentato dalla regina Maria Antonietta e le sue dame di corte.

Nel 1828, il viale diviene di proprietà della città di Parigi, finendo nell’VIII arrondissement: si aggiungono lampioni, percorsi pedonali, fontane, panchine, e di seguito arrivano i locali, rendendo l’Avenue des Champs-Élysées il cuore steso della Ville Lumière. Una linea retta che va dal Louvre a Place Charles de Gaulle, con un colpo d’occhio unico che termina con il monumentale Arco di Trionfo voluto da Napoleone Bonaparte.

Ma adesso, per i Campi Elisi è tempo di rinnovarsi: Anne Hidalgo, il sindaco di Parigi, ha appena messo la propria firma su un piano di trasformazione che dopo le Olimpiadi del 2024 darà una nuova immagine al viale, trasformandolo in uno straordinario giardino.

Affidato allo studio di architettura PCA-Stream, il progetto è di trasformare radicalmente il viale parigino in un luogo di relax per residenti e turisti: un obiettivo raggiungibile limitando il traffico e aggiungendo spazi verdi su cui si affacceranno boutique, ma anche ristoranti, giochi per bambini e spazi dedicati all’arte e al benessere.

Un enorme parco urbano che dovrebbe essere pronto per il 2030, a fronte di 250milioni di euro di investimento messi a disposizione dal Comité Champs-Élysées con il supporto di partner privati. “Il progetto è un contributo all’obiettivo di portare a una ristrutturazione concreta degli Champs-Élysées nel breve e medio termine, sia nella sua parte superiore che nei giardini e nei camminamenti piantumati nella parte inferiore del viale - spiega l’architetto Philippe Chiambaretta - i giardini e il porto degli Champs-Élysées, oggi quasi dimenticati dai parigini, hanno un potenziale straordinario per nuovi spazi verdi e per offrire un luogo di esperienza e contemplazione”.

Gli Champs-Élysées non sono l’unica zona destinata ad una profonda rivoluzione: anche la zona intorno alla Tour Eiffel diventerà “un immenso parco verde”.