UCRAINA - La guerra silenziosa di Anonymous

“Tango Down”: in gergo militare indica un obiettivo centrato. Ed è quello che “Anonymous”, il misterioso movimento formato da hacker in tutto il mondo che agisce in modo coordinato, utilizza ogni giorno per descrivere la guerra che sta combattendo contro enti governativi e colossi energetici russi e bielorussi, come forma di protesta contro l’invasione dell’Ucraina messa in pratica da Vladimir Putin. Una battaglia parallela a quella dei carri armati e delle trincee improvvisate dei cittadini ucraini, ma altrettanto devastante perché oggi tutto gira in rete, e bloccare quella significa mettere in ginocchio un Paese con effetti forse addirittura più devastanti delle bombe.

Secondo le stime, il Tango Down di Anonymous ha colpito finora 300 obiettivi sensibili fra siti governativi, ministeriali e militari russi e bielorussi, ma anche colossi come “Gazprom”, “Rosneft” e “Lukoil”. Almeno tre, finora, i momenti clou dell’attacco che prosegue da giorni: l’incursione per qualche minuto nelle tv di Stato russe per trasmettere immagini della devastazione che sta vivendo l’Ucraina, con la colonna sonora dei canti tradizionali del Paese, il messaggio inviato alle truppe russe di “deporre le armi e ritirarsi spontaneamente” e la pubblicazione di 40mila documenti riservati dell’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca.

Ma il peggio, ha assicurato la consueta maschera di Guy Fawkes (protagonista del film “V come Vendetta”) utilizzata su una voce artefatta, è la minaccia diretta a Putin, che “a breve conoscerà la furia degli hacker di tutto il mondo”, garantendogli che i suoi segreti non saranno più al sicuro. Un piccolo assaggio al leader del Cremlino è arrivato con la modifica del piano di navigazione di “Graceful”, il suo lussuosissimo yacht personale (valore 87 milioni di euro).

Fra gli obiettivi colpiti finora, oltre ad un numero sconfinato di agenzie governative, la “Duma”, la camera bassa del Parlamento russo, la “SberBank” russa e la rete ferroviaria bielorussa, i ministeri dell’Energia e della Giustizia, il sito della rete televisiva “RT News”, il Consiglio di sicurezza, l’azienda produttrice di armi “Tedraer”, i quotidiani “Russia Today”, “Kommersant” e “Izvestiya” e le agenzie di stampa “Tass” e “Ria Novosti”.

Il gruppo Anonymous, entità non meglio definita di cui non è mai stato possibile scoprire chi ci sia realmente dietro, dal 2008 ad oggi ha messo a segno un numero sproporzionato di attacchi informatici “DDoS” (Distribuited Denial of Services), colpendo grandi aziende, governi e organizzazioni terroristiche come l’Isis.