TREND - È nato il museo del selfie

È dagli anni successivi al 2000, il nuovo millennio, che il termine selfie è entrato ufficialmente nel linguaggio comune. Per i pochi che non conoscessero, per selfie si intende un autoscatto ad uso social, scattato in genere senza alcuna velleità o ricercatezza artistica. Basta quello per dire io ci sono, oppur ero lì. Ma la marcia del selfie prosegue in tutto il mondo, instancabile e irrefrenabile: il 20 gennaio di ogni anno, ad esempio, è il “National Selfie Day”, la giornata mondiale dell’autoscatto, celebrata in 1.500 paesi del mondo.

Per gli esperti un fenomeno narcisistico di autoindulgenza che spesso è corredato da bassa autostima e non di rado finisce in un disturbo ossessivo-compulsivo creato dai social. È passata alla storia la vicenda di Danny Bowman, 19enne inglese che nel 2014 aveva tentato il suicidio perché insoddisfatto della qualità dei propri selfie, diventati la una vera ossessione.

Senza andare così a fondo, dando alla storia una nota amara, il selfie è ormai un fenomeno sociale e di costume talmente radicato da aver visto nascere un paio di musei in giro per il mondo, a cui da poco si è aggiunta una novità più rivolta agli influencer. Si chiama Youseum, ha aperto ad Amsterdam da pochi giorni ed è una sorta di paradiso per gli amanti dei selfie, perché offre background pronti all’uso, studiati per autoscatti degni di invidia.

Ciascuno dei 30 ambienti di Youseum è stato realizzato con luci, colori, allestimenti e oggetti diversi, dalle palline alle altalene, per garantire ai visitatori di poter diventare l’opera d’arte in prima persona. Considerando tutte le opportunità di foto, c’è da mettere in conto un’ora e mezza di visita al prezzo base di 12,50 euro a persona, anche se in realtà ognuno è libero di restare quanto tempo vuole.

I primi a dedicare un museo alla mania dell’autoscatto erano stati Tair Mamendov e Abylay Zhakashov ideatore e fondatore di “The Selfie Museum” aperto temporaneamente all’interno di un centro commerciale di Glendale, nei dintorni di Los Angeles. Guidati dalla certezza che “Ci sono in giro più selfie con la Gioconda che foto della Gioconda stessa”, i due avevano organizzato un’esplorazione completa dalle origini dell’autoscatto attraverso l’arte, la storia, la tecnologia e la cultura.

E per rispondere a quanti si chiedono chi sia l’ideatore del selfie, bisogna correre indietro nel tempo fino ad incrociare il nome di Robert Cornelius, appassionato di chimica e considerato uno dei padri della fotografia moderna: nel 1839 si mise davanti all’obiettivo della sua enorme macchina fotografica, anche se ancora non si poteva chiamare così, lasciandosi rubare l’anima per sempre.