TREND - Il fenomeno «Toy Traveling»

Da una parte ci sono la crisi e la pandemia, che azzoppano i consumi e tagliano desideri e possibilità di viaggiare, ma dall’altra, per fortuna, non manca la fantasia. E se a tutto questo si aggiunge un pizzico di sana e innocente follia mista alla fanciullezza, il risultato si chiama Toy Traveling. La trovata, chiamiamola così, si deve a Marek Hlavka, artista e pensatore ceco, nonché ideatore della prima agenzia di viaggi per giocattoli. Esatto, letto bene. Marek pare si ispiri al principio del nano da giardino fotografato di fronte ai monumenti di tutto il mondo che animava Il favoloso mondo di Amélie, film francese del 2001 che a sua volta ruotava intorno alla figura tenera e curiosa di Amélie Poulain. E in fondo strizza l’occhio anche alla saga disneyana Toy Story in cui i giocattoli avevano vita, anima e cuore.

L’idea del film di far viaggiare il pupazzo in terracotta, universalmente considerata affettuosa, convince il pensatore ceco che, alla faccia della crisi, è arrivato il momento. Così nasce a Praga la “Toy Traveling”, agenzia a cui rivolgersi per regalare al proprio peluche del cuore un viaggio indimenticabile. Hlavka studia a tavolino i pacchetti di offerte individuando tre diversi step, con prezzi compresi fra 90 e 150 euro. L’ultimo, il più completo, assicura mail quotidiane al proprietario, per rassicurarlo sulle condizioni del pupo, un cd ricordo con le immagini di tutti i monumenti “visitati” dal giocattolo e la creazione di un profilo Facebook.

Insomma, è perfino imbarazzante scoprirlo, ma basta poco tempo perché alla Toy Traveling le prenotazioni inizino ad aumentare, così tanto che lo spagnolo Daniel Bach, da Barcellona, capisca che è ora di replicare l’idea di Marek. Per 70 euro, il giocattolo del cuore si assicura una settimana nella capitale catalana con album ricordo e souvenir. Spendendo poco di più, 110 euro, viene incluso un tour serale nelle Ramblas, al Museo Gaudì e puntata al Tibidabo, la collina dei divertimenti di Barcellona. Segue in ordine di tempo Ulrike Bohmler, da qualche mese titolare della prima agenzia di viaggio per giocattoli tedesca, che per i giocattoli propone anche tour belle celebri birrerie. Ma solo per guardare, tranquilli, ai pupazzi al massimo un’aranciata.