
L’invasione dei monopattini elettrici è sotto gli occhi di tutti: sfrecciano ovunque, facendosi strada fra marciapiedi, code e semafori. Considerati (quasi) ovunque nel mondo come l’alternativa più efficace, pulita ed economica al traffico cittadino e alle norme del distanziamento sociale necessarie per la pandemia, sono il mezzo di mobilità individuale preferito dai giovani e non solo, ma la loro presenza ha diviso in due quasi ogni città conquistata: chi li utilizza ne è entusiasta, mentre ovunque i pedoni li odiano e li temono, perché spesso sono usati in modo spregiudicato.
A guidare l’invasione era stata la mastodontica Los Angeles, dove gli e-rollers fanno ormai parte del paesaggio californiano, ma sull’altra costa americana, a New York – città da sempre all’avanguardia – sono off-limit: pensare di farli convivere fra la folla sui marciapiedi e le strade perennemente intasate auto, taxi, bici e mezzi pubblici è stata bollata dal sindaco Bill De Blasio come una soluzione del tutto inconciliabile e perfino pericolosa. Dopo l’arrivo di 11 operatori a noleggio e soprattutto dopo il primo incidente mortale, anche Parigi inizia a ricredersi: secondo un calcolo, entro la fine dell’anno i trottinettes in circolazione per le strade della Ville Lumiére potrebbero essere oltre 40mila, e c’è chi teme il disastro. A Berlino e a Madrid, il via libera è stato accompagnato da regole severissime che vietano ai monopattini i marciapiedi concedendo solo le piste ciclabili. A Torino la sperimentazione è partita nel novembre dello scorso anno, e attualmente sono attive sei aziende di noleggio: gli e-rollers sono stati equiparati alle bicilette e possono circolare su strade urbane con un limite di velocità massima pari a 50 km/h, che scendono a 25 quando circolano sulla carreggiata e a 6 nelle zone pedonali.
È proprio sulla pericolosità, che il concetto su cui monopattino elettrico resta ancora fumoso, mai del tutto chiarito, almeno fino al primo incidente registrato in Italia qualche giorno fa, quando una donna di 31 anni alla guida di un monopattino elettrico per le strade di Milano è finita contro con un camion rimediando un ricovero in ospedale con gravi fratture. Gli esperti avevano avvisato: è solo questione di tempo. Secondo uno studio realizzato ad Austin, in Texas, dove gli e-roller sono diffusi ma tenuti sotto strettissima sorveglianza, la metà delle circa 200 persone vittime di incidenti sui monopattini ha riportato lesioni alla testa: solo la metà indossava il casco e il 30% aveva un tasso alcolemico superiore alla media.
A trarre in inganno è l’aspetto del monopattino elettrico, considerato un mezzo lento e decisamente semplice da controllare, ma non è così. Lo ha dimostrato un crash test realizzato dalla FKA, un’azienda tedesca dell’automotive, che ha simulato tre incidenti fra i più comuni: scontro laterale, impatto in curva e scontro frontale. In tutti e tre i test il mezzo è stato impostato per raggiungere i 24 km/h, velocità che oggi può essere considerata ridicola e che invece - le immagini lo dimostrano - basta e avanza per farsi molto, molto male.















