
Una volta, fino a pochissimo tempo fa, si chiamava semplicemente “cambio di stagione” dell’armadio. In pratica, mettere via maglioni e velluti con l’arrivo dei primi caldi, e viceversa magliette e pantaloncini quando torna il freddo. Qualcosa che mette i brividi solo a pensarci, e non per questioni di temperatura.
Eppure, in questi tempi strani in cui tutto ha una definizione nuova e un significato recondito, perfino il cambio si stagione fa il salto di qualità guadagnandosi un nome esotico: “decluttering”. Finisse tutto qui, vabbé, potrebbe essere solo questione di scelta lessicale, ma così non è.
Il decluttering è sempre la stessa cosa – l’alternarsi stagionale di magliette e cappotti – ma corredato da una significato più profondo che pretende di immaginare l’armadio come una metafora della vita.
Se non fosse ancora chiaro, è il momento giusto per liberarsi dei capi che non lo scorso anno ci facevano impazzire e quest’anno, vai a capire il perché, non ci piacciono più. Ma la vita è fatta così: le stagioni passano e si trascinano gli anni, i cicli di vita e le parentesi. Si cresce, si cambia lavoro, magari città, e quel look che andava sempre bene ora non sarebbe più proponibile.
Un po’, spiega chi ne capisce, come bisognerebbe di fare di tanto con la propria esistenza, “buttando” via rapporti logori e amicizie inutile o per nulla disinteressate. Un po’ la celebre potatura dei “rami secchi” che ogni tanto va fatta, pena non lasciare posto a quelli nuovi.
Decluttering, non a caso, significa letteralmente “eliminare ciò che ingombra”, e in alcuni paesi anglosassoni è ormai una vera filosofia di vita che secondo chi lo pratica porta benefici interiori liberandosi delle zavorre del passato e aprendo la mente a nuovi orizzonti. Che certo, al momento vanno un po’ immaginati tra le montagne di magliette da piegare e mettere via.
Esiste addirittura una sorta di manuale del decluttering che parte dal diluire il cambio stagionale in cinque minuti al giorno (a patto di sapere dove mettere le cose…). Si prosegue con l’obbligo di gettare un oggetto a seduta, munendosi di sacchetto della spazzatura che – assicurano - finirà per riempirsi prima di quanto si possa immaginare. La pratica vale per gli armadi ma non solo: non c’è angolo di casa che non meriterebbe un passaggio di decluttering. Poi, va un po’ a gusti: ad esempio c’è chi si organizza con le quattro scatole, che contengono rispettivamente cose da buttare, da regalare, da vendere o da tenere.








