
Non siamo solo i vincitori di “Euro 2020”, e neanche soltanto gli inventori della pizza e i detentori dell’arte: siamo il primo mercato fuori dagli Stati Uniti per il “merch”.
Per chi si sta chiedendo quale nuovo record gli italiani sono riusciti a infrangere ecco pronta la spiegazione: chiamasi “artist merch” la pratica di utilizzare un marchio, un volto o un prodotto per venderne un altro.
È una delle ultime tendenze del marketing, che chiedono ad artisti e sportivi di firmare una piccola collezione – in gergo detta “capsule” – sfruttandone la notorietà per vendere i loro prodotti. Un piccolo cerchio magico che si chiude sempre allo stesso modo: questione di soldi.
Secondo una ricerca della “StockX”, piattaforma online di abbigliamento e accessori, il fenomeno è letteralmente esploso, con un aumento di acquisti del 240%.
Non è un fenomeno nuovissimo, gli inizi si fanno risalire addirittura agli anni Novanta, ma è il trend più recente, che ha reclutato gli artisti hip-hop, ad aver fatto il resto. Non sono rapper dai nomi improbabili, ma artisti ben conosciuti abituati a stazionare nelle zone alte delle classifiche mondiale: Travis Scott, Beyonce, Cardi B, Billie Eilish, Frank Ocean, Justin Bieber, Kanye West, The Weeknd.
Secondo gli esperti è un prolungamento dell’arte, per altri è semplicemente un business a cui abboccano in tanti. Ma intanto gente come Travis Scott, rapper e produttore da 45 milioni di dischi, ha già stretto collaborazioni con “Nike” e “Jordan Brand”, realizzando una maglietta per i dipendenti “McDonald’s” che ha polverizzato ogni record, diventando l’oggetto più venduto del fenomeno artist merch.









