
In Cina, intorno al 250 a.C., tutti erano convinti delle qualità del Kombucha, un fermentato ritenuto una sorta di “elisir per l’immortalità”. Creare il nettare, e sperare di campare cent’anni, non era esattamente cosa da tutti: era necessaria una lunga lavorazione attraverso la cultura di batteri e lieviti che in presenza di ossigeno arrivavano a fermentazione, creando una sorta di fungo a forma di frittella. Tanta fatica che si trasformava in sollievo, creando un perfetto equilibrio tra milza e stomaco che garantiva una digestione ottimale e una guarigione più veloce da tutti i mali, o quasi.
L’apoteosi della leggenda, il nettare lo raggiunge quando Kombu, un medico coreano che nel V secolo d.C. era considerato uno dei più grandi luminari del pianeta, finì per somministrarlo all’imperatore Inyko, che nel giro di pochi giri di Luna vide scomparire tutti i fastidi che lo angustiavano. In onore del medico, il nettare miracoloso fu battezzato Kombucha, dalla combinazione del nome del luminare con il suffisso “cha”, che indica il tè.
Una leggenda orientale fra le tante arrivate fino a noi, che spesso si scoprono esagerate e perfino a limite del fanatismo. Ma non questa volta: secoli dopo, anche se cautamente, la scienza inizia a confermare che il Kombucha ha davvero proprietà probiotiche in grado di arricchire le colonie di microbi che, a loro volta, consentono al corpo umano numerose attività biologiche.
Il Kombucha, con innumerevoli varianti, sta vivendo una seconda giovinezza in tutto il mondo, partendo dagli Stati Uniti, dove sta diventando la nuova frontiera della vita detox. E oggi come allora si tratta di una bevanda leggermente frizzante, ottenuta dalla fermentazione del tè con una colonia simbiotica di batteri e lieviti che trattati a dovere ha effetti benefici sulla salute. Sia chiaro, a fronte di qualche esperimento non esiste al momento alcuna prova scientifica che possa immagine il Kombucha come un sostituto di farmaci. Anche perché, è bene ricordarlo, una fermentazione casalinga eseguita non correttamente può avere conseguenze assai pericolose.
L’unica via d’uscita è acquistarlo nelle diverse varianti in cui inizia ad invadere l’Europa, a volte anche con infusi diversi al posto del tè, mentre in circolazione arrivano anche le prime birre di produzione artigianale che al posto dei lieviti presentano il Kombucha.








