TRAVEL - Il paradiso dei bagagli smarriti

Ci sono bagagli smarriti e altri che nessuno reclama più: abbandonati, dimenticati, forse ripudiati, ma comunque sia, senza più un indirizzo da raggiungere. Ogni anno, secondo le cifre ufficiali, 2,6 milioni di zaini, sacche e valigie si perdono per i motivi più disparati, e di questi l’85% torna nelle mani del proprietario entro 36-48 ore. Ma fra il 4 ed il 7% dei bagagli non sarà mai più ritrovata.

Nel lontano 1970, quando a viaggiare non era poi così tanta gente, ma al contrario i bagagli smarriti iniziavano ad aumentare, Doyle Owens ha avuto l’idea della vita: con 300 dollari in prestito e un pick-up ha raggiunto Washington e caricato i bagagli accatastati (e mai reclamati) nei magazzini “lost & found” della Trailways Bus Line. Dopo averli aperti uno per uno, e venduto il contenuto e tempo di record, Doyle ha capito di aver svoltato: era nato l’Unclaimed Baggage Center di Scottboro, in Alabama.

Da allora, inizialmente solo il mercoledì e il sabato, il negozio di Doyle diventa una meta obbligata per cacciatori di affari a buon mercato, e la notizia del suo centro arriva alle compagnie aeree, che una dopo l’altra firmano contratti di collaborazione pur di liberarsi di bagagli che, trascorsi i tre mesi di attesa per legge, nessuno ha più reclamato.

Mezzo secolo dopo, l’Unclaimed Baggage Center – gestito dai due figli di Doyle e da poco disponibile anche online - è un enorme magazzino di 4.600 metri quadri dove a ciclo continuo arrivano migliaia di borse e valigie abbandonate: gli addetti li aprono e ogni giorno decidono se circa 7.000 pezzi meritano di essere rivenduti, oppure donati o ancora riciclati. Ma soltanto un terzo finisce nel negozio di Doyle Owens.

In tanti anni e dopo migliaia di bagagli, le storie di stranezze trovate all’interno hanno dato l’idea a Bryan Owens – uno dei figli - di allargare lo spazio del negozio per fare spazio al museo dei tesori ritrovati: dalle maschere funerarie egiziane, gonne hawaiane, perfino un serpente a sonagli vivo.