TRADIZIONI – Il Ballo delle Debuttanti alla Reggia di Venaria
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C’era un tempo in cui il “debutto in società” rappresentava l’atto formale in cui le rampolle della nobiltà e dell’alta borghesia diventavano donne davanti agli occhi del mondo. A far scuola ci aveva pensato la vecchia e compassata Vienna, con “l’Opernball”, tradotto nel “ballo delle debuttanti”, ospitato ogni anno nel sontuoso teatro dell’opera il giovedì che precede il mercoledì delle ceneri.

La tradizione, raccontano i libri di storia, era iniziata fra il 1814 e l’anno successivo, per poi essere sospesa durante il secondo conflitto mondiale e nuovamente nel 1991, allo scoppio della prima Guerra del Golfo.

Per l’occasione, il trionfale auditorium del “Wiener Staatoper” si trasforma in un’enorme sala da ballo. In Italia, la tradizione è stata ripresa un po’ ovunque, a cominciare dal “Ballo della Nunziatella”, ospitata nell’omonima prestigiosa scuola militare di Napoli.

Da allora i tempi sono cambiati assai, e anche se le diciottenni non hanno più alcun bisogno di ufficializzare l’ingresso nell’età adulta, il ballo delle debuttanti continua a conservare il fascino un po’ “rétro” di una tradizione che racchiude l’eleganza di tempi lontani e decisamente più gentili.

Qualche sera fa, sabato 15, la Reggia di Venaria ha ospitato la XXV edizione di “Vienna sul Lago”, del ballo delle debuttanti, dopo due anni di stop dovuti alla solita pandemia. Di fronte trenta giovani vestite da Carlo Pignatelli e da altrettanti aspiranti Guardiamarina dell’Accademia Militare di Livorno in alta uniforme. Per le ragazze, un dettaglio che non passava inosservato: le scarpe rosse, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Ad accompagnare la danze la musica dal vivo dell’orchestra del Conservatorio di Novara, seguita da una cena altrettanto formale.

Ogni edizione del Gran Ballo della Reggia di Venaria ha una finalità benefica, e quella di quest’anno era una raccolta fondi per “SOS Villaggi dei Bambini Onlus”, che si occupa di dare ospitalità a bimbi e donne abbandonati e vittime di violenza.

Per la serata, che vantava il patrocinio della Repubblica Austriaca e di quella Italiana, insieme ai Ministeri della Difesa, degli Affari Esteri, dei beni Culturali e della Regione Piemonte, la modernità era bandita: dagli abiti alle coreografie della serata (curate da Ida Pezzotti) alle musiche. Tutto rigorosamente d’epoca, con la scenografia imponente delle sale dell’ex Reggia sabauda alle porte di Torino. Madrina della serata la principessa Tana Ruffo di Calabria, da sempre impegnata nel sociale.

Alle debuttanti, di età compresa fra 17 e 25 anni, è richiesto l’impegno di una settimana di formazione che comprende lezioni di ballo, portamento e galateo. L’evento è aperto anche agli ospiti, con un “dress code” obbligatorio: abito lungo per le signore e smoking o frac per gli uomini.