
Per essere una Ferrari, e per di più una 330 P2 nata e pensata per le piste, scoprire che sotto il cofano si nasconde un piccolo motore Honda da 5 CV, può essere una delusione. Eppure, la splendida Ferrari 330 P2 Junior rossa con il numero 3, è stata battuta tre giorni fa in un’accesissima asta da Sotheby’s, a Parigi, per 110 mila euro. Neanche così cara, penserà qualcuno, almeno fino al momento di scoprire che si tratta di un “giocattolo”, anzi, della replica in miniatura ufficialmente più cara al mondo.
Realizzata negli anni Novanta dalla carrozzeria francese De La Chapelle, la kiddie car è perfetta in ogni dettaglio, dimostrando di essere stata mantenuta in uno straordinario stato di conservazione. In una targhetta riporta il numero progressivo “28” e si sa che è stata realizzata su ordine di un misterioso papà multimilionario, che ha anche preteso per la carrozzeria l’autentico “Rosso”, una particolare tonalità registrata gelosamente dalla Ferrari. La cifra iperbolica raggiunta dal modello – che inizialmente si prevedeva oscillasse fra i 5 e i 10mila euro, ma salito a furia di rialzi durante l’asta - polverizza i 66.125 dollari di un’altra replica in miniatura della 300 P2 Junior battuta all’incanto nel 2015 ad Amelia Island, in Florida, e perfino quello della 180 Testa Rossa realizzata dalla Luigi Chinetti Motors di New York, pagata 126mila dollari nel 2013.
La Ferrari 330 P2, quella vera, esce dal sacrario rosso di Maranello nel 1965: è l’auto con cui il “Patron” ha in mente di dettare legge sulle piste di Daytona e della 24 Ore di Le Mans, rimandando al mittente il bisogno di gloria degli americani della Ford. Per i tempi, è una vera rivoluzione: ai nuovi carburatori Weber, che portano la potenza a 410 CV, si aggiungono i cerchi in lega di magnesio e il telaio a traliccio in tubi d’acciaio, su cui furono rivettate delle piastre d’alluminio per aumentare la rigidità senza gravare sul peso. In totale ne furono realizzati tre esemplari, rendendo il modello uno dei più ambiti dai collezionisti.
La De La Chapelle, al contrario, nasce nel 1975 per volontà di Xavier De La Chapelle, erede di una famiglia che nei primi del Novecento era proprietaria della Stimula-De la Chapelle, piccola casa automobilistica francese indipendente. Xavier, all’opposto dei suoi avi, all’inizio sceglie di replicare principalmente modelli Bugatti degli anni Trenta, la sua passione. Negli Ottanta, malgrado l’apprezzamento internazionale riscosso dalle sue realizzazioni, l’azienda decide di cambiare totalmente strada, dedicandosi unicamente alla produzione di repliche giocattolo per bambini: nella collezione Junior entrano a far parte soprattutto Mercedes, Bugatti, BMW e Ferrari. Giocattoli così perfetti che difficilmente finirono e finiranno per fare compagnia ai bambini, diventando parte integrante di collezioni preziosissime.












