TECH – Le cartucce all’idrogeno, la rivoluzione della mobilità di Toyota
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Il futuro della mobilità non è l’elettrico, ma l’idrogeno. Ad esserne sempre più convinto è il marchio Toyota, che di recente ha stretto un’alleanza strategica con i tedeschi di BMW per sviluppare e avviare la tecnologia Hydrogen.

I primi modelli con la nuova tecnologia sono annunciati per il 2028, ma nell’attesa si diffondono i primi segnali di quanto l’idrogeno un giorno sarà realmente in grado di fare la differenza.

Sul mercato, tanto per saggiare il terreno, Toyota ha in gamma dal 2015 la “Mirai” fuel cell, da intendere più come una sfida e una dimostrazione pratica, visto che ricaricarla oggi sarebbe un serio problema. Ma la strada per arrivare all’idrogeno è lunga e tortuosa, soprattutto perché legata a problemi pratici che proprio l’avvento dell’elettrico hanno insegnato a tutti: creare una rete di ricarica efficiente, condizione necessaria per sperare in una diffusione capillare.

Così, hanno pensato alla Toyota, invece di creare stazioni di ricarica ogni volta diverse, con evidente aumento degli investimenti, meglio ripartire scrivendo dal nulla proprio il capitolo distribuzione. Nel corso del recente “Japan Mobility Show Bizweek”, il colosso giapponese ha presentato delle cartucce di idrogeno portatili. Un’idea che risolverebbe in un colpo solo la necessità di creare infrastrutture, perché sarebbe sufficiente fermarsi in una stazione di servizio e sostituire la cartuccia scarica con una piena, senza attese e senza collegamenti. Ma non basta, perché nulla vieta di immaginare la stessa tecnologia come fonte di energia per abitazioni e condomini, ed essere utilizzate anche come fonti di energia portatile.

Leggere, pratiche e sicure, al momento le cartucce contengono 4,7 litri di idrogeno compresso, ma la Toyota non ha comunicato altri dettagli tecnici.