TORINO – Riapre al pubblico il Parlamento Subalpino

In occasione della Giornata dell'Unità Nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, l’aula della Camera dei deputati del Parlamento Subalpino riapre le sue porte per permettere di vivere l’emozione unica di entrare nel cuore della storia d’Italia e riscoprire le radici della nostra identità. Non si tratta della consueta vista dall’affaccio esterno che consente la visione di insieme: in queste giornate speciali, dopo la visita alle sale del Museo, è possibile entrare a piccoli gruppi in un’aula dove il tempo sembra essersi fermato, accompagnati da una guida che ne illustrerà la storia e l'architettura.

“La riapertura al pubblico, dopo due anni di sospensione a causa del Covid, rappresenta, anche simbolicamente, un bel punto di ripartenza – commenta Mauro Caliendo, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento – vogliamo ridare la possibilità di toccare con mano e respirare l’aria all’interno di questo luogo. È doveroso riconsegnare a tutti, anche se solo per pochi giorni, un patrimonio inestimabile, gioiello non solo della città ma dell’Italia intera”.

All’interno della Camera dei deputati si sono decisi i destini del Regno sardo tra l’8 maggio 1848 e il 28 dicembre 1860 ed è qui che Camillo Cavour, Giuseppe Garibaldi, Lorenzo Valerio, Angelo Brofferio, Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio, Vincenzo Gioberti, Quintino Sella e centinaia di altri personaggi destinati alla storia posero le basi della nostra democrazia e avviarono il cantiere dell’Italia.

Unica aula parlamentare rimasta integra in Europa tra quelle nate con le rivoluzioni del 1848, riconosciuta monumento nazionale, dal 1938, anno del trasferimento del Museo a Palazzo Carignano, è diventata parte integrante dell’esposizione.

In origine la Camera subalpina era il salone d’onore al piano nobile del palazzo dei principi di Carignano, progettato da Guarino Guarini ed edificato tra il 1679 e il 1683. Promulgato lo Statuto albertino, era nato il dubbio di trovare un’ubicazione alle due aule parlamentari. Per il Senato viene scelto Palazzo Madama, per la Camera il vasto spazio ellittico del salone di Palazzo Carignano. A due settimane di distanza dalla proclamazione dello Statuto, la stesura del progetto viene affidata, il 18 marzo 1848, a Carlo Sada. In cinquanta giorni viene realizzata la trasformazione dell’antico salone ovale in una sala ad anfiteatro con i seggi dei deputati posti a semicerchio dinanzi al banco del presidente e dei segretari. La prima seduta, con l’inaugurazione della prima legislatura, avviene l’8 maggio intorno alle ore 13. Dal giorno seguente le sedute proseguono regolarmente e vengono aperte al pubblico, mentre sono in corso le ultime rifiniture.

Rimaneggiamenti dell’aula si rendono necessari quando aumentano i deputati con le annessioni, tra il 1859 e il 1860, prima della Lombardia, poi dell’Emilia e della Toscana, fino a quando col progredire dell’unificazione al Centro e al Sud, il salone diventa troppo piccolo.

All’architetto Peyron viene affidato l’incarico di realizzare un’aula provvisoria nel cortile, mentre si avvia l’ampliamento del Palazzo verso piazza Carlo Alberto, per collocarvi l’aula definitiva del Regno d’Italia. L’aula della Camera ellittica viene chiusa, ma non smantellata: viene riconosciuto il carattere di monumento nazionale, ratificato poi da un decreto del 4 marzo 1898 in occasione del cinquantenario dello Statuto. Nel 1911 per i cinquant’anni del Regno vi si tiene una seduta straordinaria.

Dal 1938, anno del trasferimento a Palazzo Carignano, l’aula entra a fare parte dell’allestimento del Museo Nazionale del Risorgimento, che ne preserva conservazione e manutenzione. Dall’importante operazione di restauro, svolta nel 1988, l’aula non è più accessibile al pubblico: il riallestimento dell’intero spazio museale nel 2011, con diversi interventi conservativi, ha previsto un ampio affaccio da un soppalco, permettendo ai visitatori di ammirare la Camera subalpina al centro del percorso museale. Dal 2017 viene aperta al pubblico in occasione del 17 marzo, data di proclamazione dell’Unità d’Italia, una tradizione che si mantiene per i due anni successivi mentre le restrizioni dovute alla pandemia ne impediscono la riapertura nel 2020 e 2021.

Eventi collaterali 

Concerto studenti Liceo Cavour 

Nell’ambito del progetto “Il Cavour nei luoghi di Cavour”, il coro e l’orchestra del Liceo Musicale Cavour di Torino, giovedì 17 marzo alle ore 16:30, all’interno della destinata ala Camera, eseguiranno la versione integrale de “Il Canto degli Italiani”, meglio conosciuto come “Inno di Mameli”. L’ingresso al concerto è compreso nel biglietto del Museo.

TOH in edizione tricolore 

Nel cortile del Museo, dal 17 marzo e fino a metà aprile, sarà ospitata un’edizione speciale di “TOH” dedicata all’Unità d’Italia. “Avvolto nel tricolore”, l’opera creata da Nicola Russo darà il benvenuto ai visitatori.

Il nostro paese nasce a Torino e pochi mesi dopo veniva installato il primo Toret. Nelle intenzioni dell’autore, TOH vuole essere un divulgatore di quello che è stato un momento di unione, di ideali e di persone che insieme hanno creato il paese in cui viviamo, che ha un'identità riconosciuta in tutto il mondo. Per il progetto, verrà prodotta una serie limitata del TOH ispirata al tricolore, in vendita presso il bookshop del museo: parte del ricavato sarà destinato alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus di Candiolo.

INFO PRATICHE

QUANDO: da giovedì 17 a domenica 20 marzo, dalle ore 10 alle ore 19

INGRESSO: compreso nel biglietto del Museo; prenotazione obbligatoria del giorno e della fascia oraria della visita telefonando al numero 011.5621147.

Per accedere al Museo è necessario indossare la mascherina FFP2 ed essere in possesso del green pass rafforzato.