SPETTACOLO - Tilly Norwood, l’attrice che non c’è

Si chiama Tilly Norwood, è una giovane e promettente attrice inglese che si sta affacciando al mondo del cinema. Di lei si sa poco a parte che vive a Londra, ama il caffè e lo shopping, che però cerca di frenare per non mandare il conto in rosso, come le è già successo parecchie volte.

Tutto questo, com’era già successo qualche mese fa per la prima modella bionda finita sulla copertina di “Vogue”, non è vero, o per meglio dire: non esiste.

Tilly è una creatura artificiale nata dalla fantasia di Eline Van der Velden, attrice a sua volta ma soprattutto fondatrice di “Xicoia”, atelier specializzato nella creazione di immagini digitali con l’IA. Lei e il suo staff sono i “genitori” dell’aspirante attrice Tilly Norwood, presentata ufficialmente qualche giorno fa allo “Zurich Film Festival” fra lo sconcerto generale.

Al momento, malgrado quel che Tilly racconta (meglio: le fanno raccontare) sui social, non è destinata a prendere il posto di attori in carne ed ossa, ma rappresenta una sorta di creazione artistica che tuttavia ha gettato lo scompiglio fra la categoria, perché dopo le modelle sembra arrivato il turno del cinema di passare sotto il rullo compressore dell’Intelligenza Artificiale.

Fra i primi a muoversi la “Sag-Aftra”, potente sindacato americano che rappresenta circa 150mila fra attori, agenti e performer, la stessa che nel 2023 aveva indetto uno sciopero a oltranza che aveva messo in ginocchio gli studios e le loro produzioni.

“La Sag-Aftra è convinta che la creatività debba rimanere centrata sull’uomo. L’unione si oppone alla sostituzione degli artisti umani con dei sintetici – ha tuonato il sindacato - per essere ancora più chiari, ‘Tilly Norwood’ non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico che è stato formato sul lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha esperienza di vita da cui attingere e non prova alcuna emozione. Quindi non risolve nessun problema, piuttosto crea quello di usare spettacoli rubati per mettere fuori gioco gli attori, mettendo a repentaglio il sostentamento degli artisti e svalutando l’arte propria del genere umano”.

Ad alimentare il fuoco, in modo sibillino, la Van der Velden ha ammesso di sperare un giorno di poter vedere la sua creatura diventare la “nuova Scarlett Johansson o Natalie Portman”, aggiungendo che “L’intelligenza artificiale velocizza tutto, quindi, invece di impiegare tre mesi per avere la sceneggiatura di una commedia, è possibile farla in un mese. Invece di impiegare tre giorni per girare una commedia si potrà fare tutto in un giorno. È per questo che non ho paura, l'AI non può portarmi via il desiderio creativo”.

Ad aggiungere preoccupazioni a chi vive di recitazione l’interesse che la comparsa di Tilly pare aver scatenato fra le case di produzione, molte incuriosite dal capire cosa è in grado di fare Tilly Norwood davanti alla macchina da presa. Perché se è vero che non si tratta di un’attrice, è altrettanto vero che Tilly è stata creata dandole una memoria in grado di attingere da centinaia di migliaia di film alla ricerca della sfumatura o dell’espressione più giusta.