TEMPO LIBERO - Il puzzle più grande del mondo

Sembra che il puzzle, il gioco da tavolo formato da un numero variabile di pezzetti da incastrare, sia nato intorno al 1760 come strumento scolastico: venivano utilizzati per inculcare la geografia ai bambini. Il primo puzzle di cui si abbia notizia è opera di John Spilbury, cartografo e incisore londinese a cui venne l’idea di incollare su una tavola di compensato un disegno, dividendo i pezzi con l’aiuto di un piccolo seghetto. Da allora, è diventato uno dei passatempi più amati del mondo, perché richiede occhio, pazienza e soprattutto tempo. Esattamente quello che il pianeta ha da vendere, in un momento in cui tutti siamo chiusi in casa aspettando il prossimo maggio – “su, coraggio” – come diceva il buon Umberto Tozzi.

Fino ad allora, meglio inventarsi motivi per restare in casa intrattenendo i bambini, che notoriamente si stancano in fretta, a meno di non avere un obiettivo meraviglioso da raggiungere. È esattamente quello che aveva in mente la Kodak, celebre multinazionale americana che, messi da parte i vecchi rullini fotografici, ormai tramontati, si è reinventata allargando il proprio raggio d’azione sulla fotografia digitale, la diagnostica per immagine e i prodotti per la stampa. L’ultima loro idea è il world’s largest puzzle, il puzzle più grande mai ideato al mondo: una scatola da 18,5 kg che contiene 51.300 pezzi, terminati i quali si ottiene una sorta di viaggio in 27 meraviglie architettoniche del mondo intero: la Tour Eiffel, il Colosseo, le Piramidi di Giza, il London Bridge, la Grande Muraglia Cinese, la Statua della Libertà, lo skyline di New York, il Taj Mahal e altri ancora.

Ogni quadro è formato da 1.900 pezzi, e chi riesce nella titanica impresa è premiato con un’opera da 8,60 metri di lunghezza per 1,90 di altezza. L’unico problema? Non si trova più: è andato esaurito in poche ore, malgrado i 409 dollari di costo. Segno che tanti, in tutto il mondo, avevano urgente bisogno di un passatempo con cui intrattenere la famiglia.