TELEVISIONE – La vendetta di Monica Lewinsky
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Per quanto abbia provato in tutto i modi a farsi dimenticare, Monica Lewinsky resterà per sempre la “stagista” più celebre della storia. Era il 1995, a 21 anni appena la giovane californiana figlia di un oncologo e una scrittrice di origini tedesche viene assunta alla Casa Bianca. Nelle austere stanze dell’edificio più celebre del mondo conosce il presidente Clinton: fra i due nasce una tenera amicizia che sfocia presto in qualcosa di più che però non sfugge agli sguardi. Per evitare scandali e problemi, la Levinsky viene spostata al Pentagono, dove fa amicizia con una collega, Linda Tripp, a cui racconta la relazione segreta con il presidente: quest’ultima, lesta di mano e di mente, passa tutto a due giornalisti di “Newsweek”, ma prima ancora che il “Sexgate” esploda entra in scena un’altra donna, la giornalista Paula Jones, che denuncia Bill Clinton per molestie sessuali. Lui nega e viene assolto, ma nelle mani del giudice Ken Starr finiscono le registrazioni delle telefonate fra la Tripp e la Levinsky.

È l’inizio di uno scandalo che fa rumore in tutto il mondo, concluso con la richiesta di “impeachment” contro Clinton, accusato di spergiuro, ostruzione alla giustizia e falsa testimonianza per aver negato la relazione con la giovane stagista. Davanti al Grand Jury, il 17 agosto del 1998, Clinton ammette una “relazione fisica impropria”, ma viene assolto da ogni accusa, riuscendo a concludere il suo secondo mandato anche se fra mille difficoltà.

Fra i due, il prezzo peggiore lo pagherà la Levinsky: messa alla berlina davanti al mondo intero e condannata all’umiliazione perpetua, diventa facile vittima di ironia e cattiverie. Dopo anni di silenzio tenta timidamente di iniziare una carriera come personaggio televisivo con qualche rara apparizione e nel 2004 pubblica la sua autobiografia.

Ma seguendo la celebre frase attribuita a Cesare, “se non puoi sconfiggere il tuo nemico fattelo amico”, Monica ha pronta la sua vendetta, piatto notoriamente da consumare freddo. A 26 anni dallo scandalo sessuale più famoso della storia americana, l’ex stagista della Casa Bianca ha prodotto “Impeachment: American Crime Story”, una serie tv che racconta la relazione con l’ex presidente Clinton, interpretato da Clive Owen, mentre il ruolo della stagista è stato affidato a Sarah Paulson.

La serie, divisa in 10 episodi scritti da Sarah Burgess basandosi sul libro di Jeffrey Toobin “A vast conspiracy: the real story of the sex scandal that nearly brought down a president”, si concentra più sulle figure delle tre donne coinvolte nel Sexgate: Monica Lewinsky, Linda Tripp e Paula Jones.

È la terza serie del format “American Crime Story” ad arrivare sui teleschermi dopo quelle dedicate al processo contro O.J. Simpson e l’omicidio di Gianni Versace.