
Il 7 novembre del 1988, su “Italia 1”, va in onda la prima puntata di “Striscia la Notizia – Giornale Radio”, un programma condotto da Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo. Erano puntate di 10 minuti appena, un concentrato di satira anche pungente che svetta subito come una delle novità della stagione. Il successo trascina Striscia verso “Canale 5”, la rete ammiraglia del gruppo Mediaset, mentre alla conduzione si alternano comici Raffaele Pisu, Lando Buzzanca, Giorgio Faletti, Sergio Vastano, Gianni Fantoni, Maurizio Ferrini, Teo Teocoli ed Enzo Iachetti. Le “Veline”, presenza fissa fin dalla prima edizione, all’inizio erano quattro, poi diventate due agli inizi degli anni Novanta, rigorosamente una mora e una bionda, per non fare torto a nessuno. Così come il “Gabibbo”, il pupazzo rosso con l’accento ligure, che debutta il 1 ottobre 1990, sei anni prima del “Tapiro d’Oro”, ironico premio in polistirolo assegnato ai protagonisti di magre figure rimediate pubblicamente.
Innumerevoli anche gli inviati, a cominciare dai “senatori” come Valerio Staffelli, Max Laudadio, Moreno Morello, Cristiano Militello, e Jimmy Ghione, in seguito distribuiti per ogni regione d’Italia, a cui si aggiunge nei ruoli di straordinario imitatore Dario Ballantini, capace di assumere le incredibili sembianze di una galleria infinita di personaggi come Giuseppe Conte, Angelino Alfano, Luca Cordero di Montezemolo, Valentino, Nanni Moretti, Vasco Rossi, Gianni Morandi, Donald Trump e Angela Merkel, solo pere citarne alcuni.
Fra le specialità della ditta, oltre alle denunce pubbliche di casi di malasanità, ruberie e spreco di denari pubblici, i “fuori onda”, di cui Emilio Fede era uno degli involontari protagonisti assoluti.
Ieri, 7 novembre 2022, Striscia la notizia, “il più longevo programma televisivo satirico di informazione per numero di puntate” (certificato Guinness World Records nel 2011), ha soffiato su 34 candeline. E per l’occasione, alcuni dei politici del momento si sono riuniti – con lo zampino di Highlander Dj – per cantare “Tanti auguri a te” al Tg satirico di Antonio Ricci.
I NUMERI DI STRISCIA
Risale al 5 dicembre 1996, la prima consegna del Tapiro d’oro a un politico: onore toccato ad Antonio Di Pietro, accusato di aver preteso per lo studio della moglie un prestito di 100 milioni, una Mercedes e un pacchetto assicurativo. Dopo quattro mesi Di Pietro venne assolto, ma la vicenda lo spinse a dimettersi da ministro dei Lavori Pubblici. Da allora, sono 216 i Tapiri consegnati a politici nella storia di Striscia e 128 i politici che ne hanno ricevuto almeno un Tapiro (tra questi Giulio Andreotti, Luigi Berlinguer, Giorgio Napolitano, Francesco Cossiga, Umberto Bossi, Ignazio La Russa, Giuseppe Conte e Mario Draghi). Recordman assoluto è Vittorio Sgarbi con 7, seguito da Antonio Di Pietro e Matteo Renzi con 6. Il podio si completa con Romano Prodi, Pier Luigi Bersani, Oscar Luigi Scalfaro, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Gabriele Albertini, Massimo D’Alema, Gianni Alemanno e Francesco Rutelli (4 a testa).
Doverosa la citazione anche per i 21 “tapirofori”, ovvero i consegnatori ufficiali. Oltre a Valerio Staffelli anche il Gabibbo, Jimmy Ghione, Moreno Morello, Stefania Petyx, Capitan Ventosa, Alberto Tomba, Fiorello e persino Valentino Rossi.
Per i politici i Tapiri sono anche stati reinventati, con grande sfoggio di creatività. Il 21 gennaio 1997 Tapiro “ad honorem” tempestato di gioielli a Giulio Andreotti, sotto processo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il 30 dicembre dell’anno successivo un Tapiro regale con tanto di corona, raggiunge Romano Prodi, all’epoca leader dell’Ulivo e costretto a rinunciare alla poltrona di Premier per lo strappo dell’ala sinistra del partito. Il 9 novembre 2011, il Tapiro gigante “escortizzato” (con parrucca e rossetto) spetta di diritto a Silvio Berlusconi, travolto dallo scandalo delle Olgettine. Per finire con il 17 gennaio 2014, Tapiro d’oro assenteista a Matteo Salvini, redarguito a Strasburgo per l’assenteismo alle riunioni della commissione.








