
Proprio in queste ore, tutti i BlackBerry ancora funzionanti si stanno spegnendo, uno dopo l’altro. Per qualcuno è una notizia inutile e banale, per altri la fine di un’epoca.
La BlackBerry Limited era nata nel 1984 in Canada su idea di Mike Lazaridis, un imprenditore che intuendo il ruolo sempre più importante della telefonia mobile nella vita della gente aveva lanciato sul mercato prima un cercapersone con funzionalità aggiuntive di messaggi SMS e lettura email in tempo reale, per poi passare ai primi veri esempi di smartphone della storia. Di colpo, BlackBerry diventa il cellulare della gente che conta, presenza fissa nel mondo degli affari e nelle tasche di chiunque abbia la necessità di essere rintracciato sempre e dovunque. E anche se così non fosse non importa, l’importante era poterlo mostrare.
Nel 2007 arriva sul mercato l’iPhone, il melafonino voluto da Steve Jobs, e anche se l’azienda di Lazaridis reagisce mandando sul mercato una versione del BlackBerry con touchscreen, le quote di mercato si assottigliano sempre di più. A dare il colpo di grazia ci pensa l’anno successivo Android, che razzia il resto del mondo raccogliendo chi non ama affiliarsi alla “mela” di Cupertino.
Nel 2011 l’azienda è costretta ad una massiccia campagna di licenziamenti che coincide con uno sfortunato ed epocale blackout che lascia milioni di utenti BlackBerry senza internet per diversi giorni, seguita da una massiccia fuga di clienti, poco disposti a pagare i disservizi. Al nuovo CEO, oltre a programmare altri licenziamenti, non resta altra carta che mettere l’azienda in vendita, ma il business canadese Prem Watsa è ancora convinto nella bontà di BlackBerry e invece di acquistarla pompa nelle casse aziendali un miliardo di dollari in contanti. Ma non c’è nulla da fare: la competitività nel mercato che l’azienda stessa aveva creato sono ormai insormontabili e richiedono sforzi tecnologici continui per stare al passo con una clientela che pretende sempre il massimo.
Nel 2016, l’azienda chiude con 2,2 miliardi di fatturato, nettamente inferiore ai 18 di quattro anni prima, e una perdita secca di 208 milioni di dollari.
Si arriva a queste ore, con l’annuncio che i servizi legacy di BlackBerry OS 7.1, BlackBerry PlayBook OS 2.1 le versioni precedenti non saranno più disponibili, rendendo di fatto i telefoni inutilizzabili. “Ringraziamo i numerosi clienti e i partner che sono rimasti fedeli nel corso degli anni e invitiamo tutti a saperne di più su come BlackBerry fornisce software e servizi di sicurezza smart alle imprese e ai governi di tutto il mondo”, si legge nello scarno comunicato dell’azienda, in cui fra le righe si legge l’addio al troppo complicato mondo della telefonia per quello della cybersicurezza.












