
Il 21 ottobre 2001, Steve Jobs cambia un’altra volta marcia al mondo volta lanciando l’iPod, una scatolina sonora bella da vedersi prodotta dalla sua Apple che secondo i critici è soltanto l’ennesimo lettore mp3. Si sbagliavano di grosso: era l’inizio di una rivoluzione, e da quel momento in poi, la musica non sarebbe più qualcosa di tangibile - un disco, un Cd, una cassetta – ma dematerializzata, trasformata in aria da portare sempre con sé.
Si scopre solo adesso, a quasi due decenni di distanza, che l’iPod – oggi praticamente estinto – ha avuto una storia parallela, coperta dall’infallibile timbro “top secret”, come tutti i documenti che riguardano i servizi segreti americani e la famigerata “sicurezza nazionale”. Tutto inizia nel 2005, quando David Shayer, ex ingegnere assunto dalla Apple per occuparsi del software del progetto iPod, che allora si chiamava semplicemente P68, si ritrova suo malgrado al centro di una vicenda coperta da misteri e segreti. È stato lo stesso ex ingegnere al servizio del colosso di Cupertino a svelare la vicenda scrivendo un lungo articolo si TidBITS, una newsletter che si occupa di rumors e novità che bollono nei pentoloni della Apple.
“È iniziato tutto all’improvviso: stavo lavorando al codice dell’iPod quando il capo del mio capo entra nel mio ufficio senza bussare e con l’aria assai preoccupata. Si chiude la porta dietro le spalle, si siede e mi dice che ero stato assegnato ad affiancare due ingegneri del Department of Energy, per sviluppare insieme a loro un particolare modello di iPod: tutto sarebbe stato coperto da segreto, e qualsiasi novità andava riferita soltanto a lui a voce, senza lasciare traccia di email o messaggi scritti”.
A Shayer viene assegnato un ufficio isolato, dotato di connessione internet esterna ai firewall di Apple con accesso vietato a Paul e Matthew, i due ingegneri della “DOE”, che ricevono soltanto una copia su Dvd del progetto su cui lavorare: il codice sorgente originale doveva restare segreto e riservato a tutti.
I precisi ordini aziendali complicano il lavoro dei due ingegneri della DOE, costretti ad acquistare almeno due dozzine di iPod per poterli studiare da vicino. È David Shayer ad aiutarli, contravvenendo alle regole: riesce a fargli rilasciare due badge dedicati ai fornitori, come operai della “Bechtel Nevada” incaricati della manutenzione delle macchinette per il caffè. A quel punto, i due rivelano a Shayer una parte del progetto: studiare un software speciale per l’iPod di quinta generazione che fosse in grado di generare dati destinati ad archivi segreti governativi.
Completato il suo compito, a Shayer non fu più concesso di rivedere Paul e Matthew, ma è convinto di aver capito cosa fosse il progetto a cui stavano lavorando: una sorta di contatore geyser, gli apparecchi utilizzati per misurare la radioattività. Secondo la sua ipotesi, l’iPod modificato doveva servire per rilevare la presenza di uranio venduto sul mercato nero delle armi e sventare eventuali tentativi di realizzare bombe atomiche sporche. Il Department of Energy, per essere chiari, si occupa della gestione dell’energia negli Stati Uniti, ma soprattutto del programma nucleare sia in ambito civile che militare.
Ancora oggi, il lavoro di David Shayer e dei due ingegneri non è mai stato confermato o registrato da nessuna parte: ufficialmente non è mai esistito e nessuno sa se il progetto sia arrivato fino in fondo. Oltre al piccolo team, altre 4 persone all’interno della Apple erano a conoscenza del segreto, e nessuno di loro lavora più a Cupertino.










