
È un classico: nei film, specialmente i thriller, il cellulare si scarica sempre quando il protagonista tenta di chiedere aiuto, 30 secondi prima dell’arrivo del cattivo armato fino ai denti. Nella realtà succede perfino più spesso, gettando nel panico chi guarda sconsolato l’icona della batteria lampeggiare di rosso, per poi sparire insieme alla connessione, ai like e a tutto il resto della vita perennemente connessa.
Le aziende lo sanno, e da tempo circolano le power bank, ricariche supplementari portatili che collegate allo smartphone regalano un altro ciclo di vita. A patto di essersi ricordati di ricaricarle, certo.
È proprio per sopperire alla moderna schiavitù da connessione/ricarica che il Beijing Institute of Nanoenergy and Nanosystems ha deciso di affrontare e risolvere almeno uno dei due incubi peggiori: trovarsi con lo smartphone scarico in un posto dove non c’è nessuna presa a disposizione.
L’idea a cui lavorano i cervelloni cinesi, restando fedeli al bisogno mondiale di fonti di energia alternative, ha già un nome, B-Teng, acronimo di “Bernoulli effect-dominated triboelectric nanogenerator”, ed è un generatore portatile di energia che utilizza il vento e la semplice corrente d’aria per creare l’effetto triboelettrico, fenomeno che crea cariche elettriche attraverso lo sfregamento di due superfici. Per farla ancora più breve, un tubo che racchiude due strisce di plastica capaci creare energia destinata ad essere immagazzinata, seguendo un po’ il principio delle pale eoliche, anche se in piccolo.
È chiaro che la quantità di energia prodotta al momento è molto bassa, ma i cervelloni cinesi sono convinti di riuscire a breve a raggiungere livelli sufficienti a ricaricare uno smartphone o forse più di uno, chiedendo in cambio un po’ d’aria o in mancanza anche di quella, rendendo sufficiente lo spostamento creato da una semplice corsetta. Che male non fa.
A quel punto, B-Teng potrebbe diventare un gadget immancabile nella dotazione da zaino di chiunque corra il rischio di restare senza batteria, e invece di cercare una presa elettrica si metta a caccia di un po’ di vento.








