
“Oggi abbiamo reso il caricatore unico una realtà in Europa. I consumatori europei sono stati frustati troppo a lungo da caricabatterie che si accumulavano con ogni nuovo dispositivo, ma ora saranno in grado di utilizzarne solo uno per tutti i dispositivi elettronici”. Sono le parole con cui l’eurodeputato maltese Alex Agius Saliba ha messo nero su bianco una decisione epocale che riguarda tutto il mercato europeo: il caricatore universale usb-c.
Sembra poca roba, ma la decisione per cominciare vuol fare un favore all’ambiente, eliminando di colpo 11mila tonnellate di rifiuti tecnologici all’anno rappresentati da vecchi caricabatterie. Ma è anche un favore al portafoglio, con 250 milioni di euro in meno spesi per acquistare ogni volta un sistema di ricarica diverso che – statisticamente – prima o poi finirà a prendere polvere in qualche cassetto, fra le cose in attesa di essere buttate. E questo, senza contare l’enorme fastidio di dover pensare a portarsi dietro un caricabatterie per ogni device usato: uno per lo smartphone, uno per il computer, un altro per il tablet, uno per la macchina fotografica, uno per l’e-reader e poi le cuffie, il mouse, la tastiera, la console, gli speaker portatili e via così.
La norma, decisa dal Parlamento dopo il via libera del comitato per il comitato per il mercato interno e la protezione dei consumatori di Strasburgo, entrerà in vigore dall’autunno 2024, concedendo altri due anni di tempo alle aziende per adeguarsi all’obbligo di includere un ingresso usb type-c. Per i computer portatili sono concessi 40 mesi in più.
Un obbligo che riguarda anche il marchio “Apple”, fin dall’inizio fra i più restii ad adeguarsi perché proprietari del sistema digitale di connettore a 8 pin “lightning”, introdotto dal 2012 e compatibile esclusivamente con i prodotti griffati con la mela. Una soluzione, secondo i più informati, a Cupertino sarebbe già allo studio: il primo iPhone a ricarica totalmente wireless, ma i tempi sono considerati troppo ristretti per poter evitare al marchio della mela di confrontarsi con i propri competitor per trovare una soluzione unica, pena dover rinunciare al troppo ghiotto mercato europeo.
Dall’altra parte, la norma europea potrebbe cambiare le abitudini al mondo intero, visto che fatto lo sforzo tanto varrebbe adottare il sistema usb type-c.








