TECH - In aereo, addio alla modalità aereo

Ogni tanto da Bruxelles, intesa come l’Europa, sembrano farla “fuori dal vasino”. Dal prossimo anno, da esempio, la “modalità aereo” che permette di disconnettere il proprio smartphone in volo, potrebbe non essere più utilizzabile proprio in volo. Una decisione che fa coppia con la possibilità di dire addio al wi-fi degli aeromobili, tanto lento e inadeguato da renderlo inutile, ma che al contrario toglie a chi viaggia la straordinaria possibilità di godersi il relax del volo senza l’assillo di chiamate, email e messaggini.

Secondo quanto filtra da Bruxelles, appunto, la famigerata Commissione UE sembra intenzionata a dare il via libera alla rete dati e chiamate sui voli, grazie alla collaborazione delle stesse compagnie aree, pronte a fornire la connessione 5G dotata di tecnologia “pico-cell”, un sistema che permette la connessione con le reti mobili terrestri.

Le parole di Thierry Breton, commissario UE per il mercato interno parlano chiaro: “Il cielo non è più un limite quando si tratta delle possibilità offerte dalla connettività superveloce e ad alta capacità consentendo servizi innovativi per le persone anche ad alta quota”.

Qualcuno, a ruota, ha fatto notare che la questione potrebbe sfociare nella sicurezza, visto che tempo le compagnie chiedono di spegnere i propri device per evitare interferenze con gli strumenti di volo. In realtà, si scopre adesso, i casi accertati sono rarissimi e il problema, semmai, era inverso: se i passeggeri di tutti i voli usassero in libertà smartphone, computer e tablet, a rischiare il collasso non sarebbero gli strumenti di bordo, ma i ripetitori terrestri, letteralmente presi d’assalto da centinaia di connessioni improvvise.

In più, affermano gli esperti, la connessione 5G è molto più sicura, utilizzando una gamma di frequenze diverse dalle precedenti. Ma questo continua a lasciare perplessi gli Stati Uniti, che al momento non sembrano intenzionati a seguire l’esempio europeo, creando un gap che chi viaggia da e verso l’America.

La norma dovrebbe entrare in vigore entro il prossimo 30 giugno: significa che fino ad allora ogni sorpresa è possibile.