
Avremo tanti problemi, ma almeno uno, forse l’abbiamo risolto: quello del cappuccino perfetto. L’annoso problema di riuscire a miscelare perfettamente il latte con il caffè in modo che nel cappuccino non prevalgano uno dei due sapori ma, al contrario, si mescolino regalando al palato un sapore che il mondo ci invidia.
Qualcosa che toglieva il sonno anche a due ricercatori: il primo dell’università di Mainz, in Germania, il secondo di Thuwal, in Arabia Saudita, che hanno unito le forze per regalare ad un’umanità in bilico un motivo di speranza in più. Dopo mesi e mesi di studi e test, i due hanno capito che il passaggio fondamentale non è tanto nella quantità di caffè o latte, ma nel cucchiaino che si usa per mescolare il cappuccino. E anche qui: non si tratta di grandezza, ma di forma. Il cucchiaino ideale, per dire, ha una forma pentagonale, e di per sé è un’ottima notizia. Peccato che non esista in commercio.
La teoria, pubblicata sulle pagine di “Physical Review Fluids”, racconta la genesi della strabiliante scoperta: i due scienziati hanno unito per mesi due liquidi di consistenza simile all’acqua in un contenitore cilindrico, mescolandoli all’inizio con la tecnica comunemente usata nei grandi miscelatori industriali delle industrie alimentari e farmaceutiche: due strumenti cilindrici che si muovono in modo circolare, uno vicino al bordo del contenitore e uno al centro. Grazie ad un algoritmo, il movimento è stato modificato fino ad ottenere ma migliore omogeneità. Non a caso, la tecnica messa a punto prevede l’utilizzo contemporaneo di due cucchiai pentagonali ma in fasi intermittenti per permette ai due liquidi di amalgamarsi. La combinazione di forma e movimento è in grado di generare vortici che si propagano all’interno dei fluidi e agiscono come piccoli miscelatori aggiuntivi. Il risultato, assicurano i due, è straordinario.
La miscelazione di fluidi con agitatori è un processo molto utilizzato nelle lavorazioni industriali a livello alimentare e farmaceutico: aumentare l’efficienza del processo significa ottenere prodotti di qualità maggiore, e dall’altro risparmiare energia e ingredienti. Alla fine, i due ricercatori hanno ammesso che il loro obiettivo non era tanto dare nuova vita al cappuccino, ma creare nuovi protocolli di agitazione per l’industria.










