
Bisogna partire da lontano, più precisamente dall’Omoenashi, il sacro concetto di ospitalità proprio della cultura giapponese: non si tratta di piaggeria o dovere sociale, ma di un atteggiamento del tutto disinteressato. Per i giapponesi essere gentili è una gratificazione, e quando riescono, amano addirittura anticipare le esigenze dell’ospite. Sono i fondamenti di un concetto che risale a parecchi secoli fa, creato da Sen no Rikyu, il monaco che ha codificato l’arte della cerimonia del tè.
Però, prima di arrivare al succo della questione è necessaria un’altra precisazione: i bagni. In Giappone, la faccenda è vissuta in modo dannatamente serio, tanto da poter vantare il primato di Paese fra i più puliti al mondo, dove perfino negli hotel con WC in comune – per dire - si può essere certi che la pulizia regna sovrana.
Tutto questo per raccontare l’arrivo dei nuovi bagni pubblici all’interno di alcuni parchi pubblici di Shibuya, il centralissimo e dinamico quartiere di Tokyo illuminato da megaschermi e reso celebre da due attrazioni: la statua di Hachiko, il cane che dopo la morte del padrone continuò ad aspettarlo davanti alla stazione ferroviaria per nove anni – vicenda resa celebre dal film con Richard Gere – e dall’incrocio più grande e affollato del mondo.
Nei parchi di Shibuya, per tornare a qualche riga fa, hanno debuttato dei bagni pubblici decisamente particolari: oltre ad essere trasparenti, sono illuminati. In realtà esiste un “trucco”: quando sono occupati, le pareti diventano opache, lasciando agli occupanti la necessaria e sacrosanta privacy. L’idea è stata dello Shigeru Ban Architets, uno studio di architettura vincitore di numerosi premi e membro del programma Tokyo Toilet voluto dalla Nippon Foundation, un’organizzazione no-profit che da tempo insegue un progetto di riqualificazione per i WC pubblici: “Il Giappone è conosciuto come uno dei paesi più puliti al mondo, e anche i bagni pubblici hanno uno standard di igiene molto più elevato rispetto al resto del pianeta, anche se l’uso dei bagni pubblici è assai limitato a causa di stereotipi secondo cui sono malsani, sporchi e puzzolenti”.
Nel paese in cui le più recenti tecnologie applicate ai WC lasciano anche i più ferrati in materia senza parole – come la musica per coprire i rumori o il getto d’acqua incorporato con funzione di bidet - i bagni di Shibuya sono diventati un’attrazione turistica frequentatissima. Fra i primi cinque che hanno aperto – sui 17 previsti entro la prossima primavera - ci sono quelli dei parchi di Tomigaya e Yoyogi: “Ci sono due cose di cui ci preoccupiamo quando entriamo in un bagno pubblico, specialmente quelli situati in un parco: il primo è la pulizia e il secondo è se è occupato - spiega l’architetto Shigeru Ban - ecco perché abbiamo deciso di creare una struttura di vetro completamente trasparente e tecnologica. Sia la zona dei lavabi che quella dei WC sono circondate da pareti colorate trasparenti che diventano opache quando le porte si chiudono: l’effetto svanisce solo quando si sblocca la serratura dall’interno. Di notte, l’intera struttura illumina il parco come una lanterna colorata”.











