TECH – Elon Musk: in missione per conto di Dio

Il Giulio Cesare della mobilità, il Napoleone dell’hi-tech, il Re Sole dello spazio. Sui social è partita la gara per dare la nuova definizione all’indomita figura di Elon Musk, papà delle Tesla e mamma di SpaceX, dopo che lui stesso – in uno sbuffo di onnipotenza – si è autoincoronato TechnoKing, sovrano assoluto della tecnologia.

Considerando ormai del tutto insufficiente considerarsi un semplice CEO, o amministratore delegato, con un patrimonio pari a 180 miliari di dollari l’uomo più ricco del pianeta – attraverso un comunicato ufficiale di Tesla – ha voluto far sapere che la targhetta davanti al suo ufficio è cambiata in Technoking, così come quella di Zach Kirkhorn, passato da chief financial officer a Master of Coin, signore del denaro. Nella nota, si precisa che le qualifiche – comunicate in via ufficiale alla SEC (Security and Exchange Commission, la Consob americana) - sono effettive dal 15 marzo e non cambieranno le mansioni dei due sovrani.

Al di là delle definizioni bizzarre, gli analisti finanziari si chiedono quale sia il vero motivo che ha spinto l’azienda al cambio: secondo alcuni il riferimento è al recente investimento di 1,5 miliardi in Bitcoin e l’annuncio che presto l’azienda permetterà d acquistare le proprie vetture con la criptomoneta.

Ad offuscare l’infallibilità e l’immagine vincente di Musk ci ha pensato nelle scorse ore il Washington Post, che ha criticato aspramente la decisione di riaprire il sito di produzione Tesla di Alameda in piena pandemia, rimandando al lavoro 10mila dipendenti malgrado gli ordini di restrizione emanati in California, contro cui Musk aveva più volte tuonato definendoli “stupidi”. Il peggio di una decisione avventata, tenuto nascosto, si è scoperto solo ora grazie all’inchiesta del quotidiano di Washington, e parla di circa 450 persone positive al Covid.